Restano ricoverati in rianimazione, in condizioni molto critiche, i nove feriti dell’incendio di Crans-Montana trasferiti all’ospedale Niguarda di Milano. Dopo i sette arrivi di venerdì, nella giornata di sabato sono state trasferite dalla Svizzera altre due ragazzine: Sofia e Francesca.
Sofia, 16 anni, è arrivata nel primo pomeriggio. Era ricoverata all’ospedale di Losanna e i medici avevano dato il via libera al trasferimento. Il suo arrivo era stato annunciato dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso durante un incontro con i giornalisti. In un primo momento dalla Regione era stato comunicato che il ponte aereo sarebbe stato sospeso fino al 6-7 gennaio; contrariamente a quanto previsto, però, nel tardo pomeriggio è giunta al Niguarda anche un’altra giovane: Francesca, 16enne milanese, proveniente dall’ospedale di Zurigo. In precedenza la ragazza era stata definita “non trasportabile”, ma le successive valutazioni dei sanitari svizzeri ne hanno autorizzato il trasferimento. Le sue condizioni restano gravi.
Le due ragazze, studentesse compagne di scuola, si trovavano in Svizzera per festeggiare il Capodanno insieme a Leonardo e Kean, ospiti della famiglia di Francesca. Nelle scorse ore Kean, che figurava nella lista dei dispersi, è stato identificato grazie al test del Dna: è uno dei ragazzi gravemente ustionati rimasti inizialmente senza nome, poiché intubati e con il volto completamente coperto dalle medicazioni. In totale i feriti italiani sono 13; quattro devono ancora essere trasferiti in Italia.
I medici: “La situazione sta migliorando”
“Dal punto di vista clinico, la situazione dei sette pazienti ricoverati al Niguarda è buona. I parametri respiratori, metabolici e circolatori stanno rispondendo positivamente in tutti: sono gli aspetti decisivi nelle primissime fasi”, ha spiegato Filippo Galbiati, direttore della Medicina d’urgenza e del Pronto soccorso dell’ospedale Niguarda.
“Il secondo fronte, nei prossimi giorni, sarà curare al meglio le ustioni e prevenire le infezioni. Per quanto riguarda la parte clinica di nostra competenza, quella che coinvolge noi rianimatori e che nell’immediato è cruciale, l’andamento è positivo. Il messaggio deve essere di fiducia: dobbiamo essere tutti molto speranzosi”.
“Pronti ad ampliare la disponibilità del Niguarda”
L’ospedale, ha aggiunto Galbiati, è pronto ad ampliare ulteriormente la propria capacità ricettiva. “La direzione e le autorità regionali ci hanno chiesto di mettere a disposizione ancora più posti letto, anche in caso di eventuali richieste da parte delle autorità svizzere. I letti ci sono: disponiamo di un sistema di allertamento per le maxi-emergenze e di un’organizzazione interna collaudata, quindi come sanitari siamo pronti ad accogliere anche altri pazienti”.
Sui ragazzi già in cura, il direttore ha precisato che il quadro resta sotto controllo: “Al momento due pazienti sono stati estubati. Gli altri restano intubati soprattutto per una nostra scelta clinica, legata alle procedure e alle terapie che dobbiamo eseguire, non perché lo scambio respiratorio stia peggiorando, anzi: sta andando bene. In questa fase decidiamo di mantenerli sedati e intubati perché è la condizione migliore per intervenire in modo efficace”.
Infine, un segnale incoraggiante riguarda i due giovani estubati: “Hanno parlato con le famiglie e questo è un elemento di grande conforto”, ha concluso Galbiati.