A 26 anni, Juri Hollmann è costretto a mettere in pausa la sua carriera da corridore professionista. In questo caso, la motivazione primaria non è da ricercarsi nella perdita di stimoli o nella difficoltà a trovare un contratto, come è capitato ad altri suoi colleghi in queste settimane. Il tedesco, che era in forza a quella che era la Alpecin-Deceuninck e che ora è diventata Alpecin-Premier Tech, ha dovuto affrontare un lungo, e durissimo, processo riabilitativo dopo i tanti problemi fisici avuti a seguito della caduta che lo ha visto suo malgrado coinvolto durante il Giro d’Italia 2025. Si stava correndo la Potenza-Napoli, la tappa numero 6 dell’ultima Corsa Rosa, quando Hollmann è finito a terra riportando una serie di fratture. 

Il tedesco trascorse quasi 3 mesi in diversi ospedali, riuscendo poi a rimettersi, quantomeno per la vita di tutti i giorni. Hollmann non è stato, quasi per forza di cose, confermato da quella che è poi diventata la Alpecin-Premier Tech. La stessa squadra neerlandese, comunque, ha offerto la possibilità al tedesco di rimanere nei quadri operativi, nell’ambito degli allenamenti, dei raduni collettivi e delle procedure di supporto per i corridori. Inoltre, Canyon (il fornitore di biciclette della Alpecin-Premier Tech) darà ad Hollmann la possibilità di affrontare qualche gara “fuori-strada”

A ottobre ho iniziato a camminare di nuovo senza stampelle – ha raccontato lo stesso Hollmann qualche giorno fa sul suo profilo Instagram – Poi, sono tornato in bici, uscendo all’aperto, che è una cosa che mi ha reso felicissimo, anche se la durata delle pedalate è ancora stabilita dai medici. Ma tutto il lavoro che ho fatto sta dando i suoi frutti e i progressi sono ottimi”.

Hollmann ha ancora voglia di pedalare, quindi: “Sono passati più di sette mesi da quella caduta. Da quel giorno, ho dato tutto quel che avevo per rimettermi in piedi, lavorando sulla riabilitazione e provando a riavvicinarmi al ciclismo. Per questo processo servirà ancora molto tempo, ma sono grato per tutto il sostegno che ho ricevuto e per tutte le persone che ho incontrato lungo questo percorso di recupero”.