
email pishing 02-01-2026 © N. c.
Una comunicazione che sembra autentica, un momento di distrazione e il rischio è altissimo: cosa sta succedendo durante le feste.
Durante il periodo natalizio, quando l’attenzione è spesso divisa tra impegni familiari e festività, una nuova minaccia digitale ha colpito molti italiani. A prima vista sembra una normale comunicazione del Fisco, rassicurante e persino positiva. In realtà, dietro quell’e-mail si nasconde una truffa informatica ben orchestrata, capace di sfruttare un tema delicato come quello dei rimborsi fiscali. Un raggiro che ha trovato terreno fertile proprio sotto le feste, trasformando un momento di serenità in una fonte di preoccupazione.
L’allarme sui falsi rimborsi fiscali
A segnalare la diffusione di questa campagna fraudolenta è stata la stessa Agenzia delle Entrate, che ha pubblicato un avviso ufficiale per mettere in guardia i cittadini. I messaggi in circolazione utilizzano in modo illecito il nome e il logo dell’amministrazione finanziaria, simulando comunicazioni istituzionali che in realtà non hanno alcun legame con i canali ufficiali.
Il meccanismo è semplice ma efficace, si fa leva sulla possibilità di ricevere un rimborso, un argomento che attira subito l’attenzione e abbassa le difese. I truffatori puntano a ottenere dati sensibili come informazioni personali, credenziali di accesso e coordinate bancarie, con conseguenze potenzialmente molto gravi per le vittime.
Le e-mail di phishing seguono uno schema ricorrente. Il mittente appare credibile a una prima occhiata, ma l’indirizzo non appartiene ai domini ufficiali dell’Agenzia delle Entrate. Anche l’oggetto del messaggio è studiato per risultare convincente, spesso facendo riferimento a presunte “istruzioni operative” o a verifiche necessarie per sbloccare un rimborso fiscale.
All’interno del testo compare quasi sempre un invito esplicito ad agire subito: un pulsante o un link con frasi come “richiedi ora” o “accedi alla documentazione”. Il linguaggio utilizzato è volutamente urgente, con scadenze ravvicinate che spingono il destinatario a cliccare senza riflettere. È proprio questo senso di fretta uno degli strumenti principali della truffa.

Il rischio reale emerge nel momento in cui si interagisce con il messaggio. Cliccando sul collegamento, si può essere reindirizzati a siti web costruiti ad hoc per imitare pagine istituzionali oppure avviare il download automatico di file dannosi. In altri casi, vengono proposti moduli online in cui inserire dati personali e bancari, che finiscono direttamente nelle mani dei criminali informatici. Anche una semplice risposta o un contatto con il mittente può aumentare l’esposizione a ulteriori tentativi di frode.
L’Agenzia delle Entrate invita alla massima prudenza, soprattutto in questi giorni. È fondamentale non aprire link o allegati sospetti, non compilare moduli online e non fornire mai informazioni riservate tramite e-mail o telefono. In caso di dubbi, l’unica strada sicura è verificare sempre attraverso i canali ufficiali.