La Stazione Zoologica Anton Dohrn riafferma il proprio ruolo nel panorama della ricerca internazionale. Nel terzo bando del Fondo Italiano per la Scienza, promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca, l’istituto napoletano ottiene un finanziamento da 1.790.994 euro nel settore Life Science. Un esito maturato in un contesto selettivo, con oltre 5mila proposte valutate e 326 progetti ammessi, per uno stanziamento complessivo che supera i 432 milioni di euro. Il progetto vincitore dei fondi rientra tra gli Advanced grant, destinati cioè a ricercatori con un percorso scientifico consolidato.
APPROFONDIMENTI
È la prima volta che la Stazione Anton Dohrn accede a questo livello di finanziamento FIS con una propria ricercatrice. A guidare il lavoro, dal titolo “NeurEvoFun – Analisi della funzione e dell’evoluzione dell’asse neurosecretorio cervello-intestino: dall’identità cellulare al dialogo tra le cellule”, è Maria Ina Arnone, da poco direttrice del Dipartimento di Biologia ed Evoluzione degli Organismi Marini. Un riconoscimento che arriva al termine di anni di ricerca condotta all’interno dell’istituto, in continuità con una linea scientifica costruita nel tempo.
Lo studio
Il progetto NeurEvoFun, affronta uno dei nodi centrali della biologia animale: l’asse neurosecretorio cervello-intestino. Un sistema che regola funzioni vitali, dalla digestione all’interazione con l’ambiente, e che coinvolge neuroni, ormoni e componenti del sistema immunitario. Nonostante la sua importanza e la consapevolezza che questo asse sia comparso molto presto nella storia evolutiva, le sue origini e il modo in cui si sono formate le funzioni endocrine che lo governano restano in parte inesplorate. Per colmare questa lacuna, la ricerca parte da un organismo solo in apparenza semplice: la larva del riccio di mare.
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Trasparente, composta da poche migliaia di cellule, capace di nutrirsi e crescere come organismo planctonico, la larva offre condizioni sperimentali difficilmente replicabili altrove. Consente di osservare, con precisione, il legame tra genotipo e fenotipo, seguendo lo sviluppo a livello molecolare, cellulare e morfologico, e mettendo in relazione le reti di regolazione genica con gli stimoli ambientali.
NeurEvoFun punta alla costruzione di una mappa multimodale integrata della larva di riccio di mare. Il lavoro prevede l’analisi del trascrittoma di ogni singola cellula, la definizione delle reti regolative e la ricostruzione completa delle connessioni nervose attraverso la microscopia elettronica. Dopo una prima fase dedicata alle cellule endocrine pancreatiche, l’indagine si estenderà a tutte le cellule neuroendocrine che collegano cervello e intestino, fino a ricostruire l’intero apparato neurosecretorio degli echinodermi.
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Lo sguardo, però, non resta confinato al singolo modello. Attraverso analisi trascrittomiche comparative, il progetto mira a individuare cellule neurosecretorie omologhe in organismi collocati a diverse distanze evolutive, comprese quelle presenti nel cervello umano. Un percorso che ambisce a chiarire l’origine e l’evoluzione dell’asse cervello-intestino lungo l’albero della vita, seguendo il filo che unisce struttura genetica, funzione cellulare e fisiologia.
I riconoscimento
Per Roberto Bassi, presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn, il finanziamento rappresenta un passaggio simbolico e concreto per uno studio «frutto di ricerche che la dottoressa Arnone ha svolto per anni. Una conferma che il nuovo corso avviato nell’Istituto è affidato a ricercatori brillanti ed esperti. La ricerca scientifica ha come fine ultimo il miglioramento delle conoscenze e allo sviluppo di applicazioni pratiche e servizi; un processo che funziona solo se basato su una eccellente ricerca di base, una storica missione dell’istituto fin dai tempi della sua fondazione nel 1872. Il risultato ottenuto dalla Stazione Anton Dohrn restituisce l’immagine di un luogo in cui la ricerca è un lavoro paziente e continuo. Napoli continua così a essere spazio di produzione di conoscenza di alto livello, capace di dialogare con le grandi domande della biologia contemporanea senza perdere il legame con una tradizione scientifica lunga oltre un secolo.