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Davide Stoppini, inviato a Bergamo
Il tecnico giallorosso perde nello stadio in cui ha tanto bene ha fatto negli ultimi anni: battuta d’arresto nella corsa alla Champions
Vatti a fidare degli amici, edizione seconda. Dopo De Rossi all’Olimpico, Gasperini a Bergamo: applausi, ricordi, striscioni, tutto bello e tanto miele per il ritorno nella vecchia casa, ma poi sorridono gli altri. Qui, nello specifico, l’Atalanta. Che vince proprio con le armi di Gasp, aggressività e soprattutto tanto ritmo e altrettanta intensità, ingredienti che la Roma di oggi non sapeva neppure dove fossero di casa per almeno due terzi di partita. E’ un risultato che rende un filo meno amaro il pareggio interno della Juventus con il Lecce, se è vero che Spalletti riesce ad agganciare comunque la Roma al quarto posto. E che invece ridà fiducia all’Atalanta nella rincorsa – ancora lunga – alla zona Europa. Merito di una rete di Scalvini dopo 12 minuti, con la partecipazione decisiva di Svilar, per una volta protagonista al contrario con un’uscita sballata, rete convalidata da Fabbri dopo revisione Var. Non una serata semplice, per l’arbitro, protagonista anche quando al 28’ annulla con il rewind il raddoppio di Scamacca, proprio per un fuorigioco dello stesso centravanti a inizio azione.
E’ una partita che dà risposte, questa. Magari anche ripetitive. Per esempio: la Roma perde l’ennesimo scontro con una diretta concorrente. Lo fa giocando dignitosamente solo a sprazzi e solo nella ripresa: troppo poco per pensare di uscire indenni. L’Atalanta domina il primo tempo, sfiora il raddoppio con Zalewski, soffre giusto in avvio solo per un episodio fuori contesto, ovvero un grossolano errore di Ederson che mette Dybala solo davanti a Carnesecchi, prima che Djimsiti salvi sulla linea il tentativo di Ferguson. Impietosi quasi tutti i duelli: quelli sulle fasce, per di più con Gasperini costretto inizialmente a rinunciare a Wesley. Quelli in mezzo al campo: tre marce in meno per Cristante e Koné, rispetto a De Roon ed Ederson. E quelli a distanza tra i due attacchi: Ferguson non fa un decimo del lavoro di Scamacca, Soulé fallisce l’ennesima gara di alto livello. Solo Dybala dà qualche timido segnale, ma ai suoi (bassi) ritmi.
Proprio dell’argentino è l’occasione al 19’ del secondo tempo sulla quale è ancora decisivo Djimsiti, un quarto d’ora dopo l’ottimo intervento di Carnesecchi su una girata in area di Ferguson. L’Atalanta ha avuto il demerito di lasciare in vita la Roma, con il risultato in bilico. Ma non ha mai realmente tremato, anche perché Palladino ha potuto pescare risorse dalla panchina che Gasp non aveva. E peggio sarà a Lecce il giorno dell’Epifania, senza l’intera difesa titolare: Mancini ed Hermoso squalificati si aggiungono all’assenza di Ndicka in Coppa d’Africa. Nel 2025 la Roma è stata la squadra che ha totalizzato più punti: 82. Il 2026 è iniziato nel peggiore dei modi e non può essere sempre e solo colpa della qualità degli attaccanti. Palladino, invece, ha di che sorridere: nervosissimo con l’arbitro fin dal minuto uno, si sarà poi rasserenato vedendo l’Atalanta ritrovare uno spirito che con Juric aveva perso. Il suo bilancio in campionato ora ha un segno positivo: 4 vittorie e 3 sconfitte. Ma più dei numeri, la squadra è di nuovo viva: questo conta.
3 gennaio 2026 ( modifica il 4 gennaio 2026 | 00:44)
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