Bologna, 3 gennaio 2026 – In questi giorni interminabili, di angoscia e dolore, Bologna aveva trattenuto il respiro, sperando in un miracolo. Ma purtroppo questa sera ogni speranza è stata spazzata via: “Giovanni Tamburi è tra le vittime della strage”. Si sparge subito la voce.
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Con la notizia che diventa ufficiale attorno alle 20. Non c’è stato niente da fare per lui, 16enne bolognese, brillante studente del liceo Righi, rimasto ucciso nell’incendio del locale a Crans-Montana, in Svizzera. La conferma sarebbe arrivata dal Dna. Tamburi si trovava nell’ospedale di Sierre.
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Il dolore della famiglia
“Ditemi almeno se è morto”, era stato l’appello alle autorità svizzere della mammma, Carla Masiello, ripetuto continuamente. Aveva fornito Dna e impronte dentali, si era aggrappata a ogni piccola cosa – la catenina d’oro con la madonnina che indossava sempre e che poteva agevolare l’identificazione -, con la dignità e il coraggio di madre che non può perdere la speranza. Appena saputo che il suo ’angelo’ se n’è andato, Masiello è partita per la Svizzera, dove già si trovava il papà di Giovanni, Giuseppe Tamburi (ex marito di Carla, è alla guida di Rinaldi 1957, azienda che importa e distribuisce vini e liquori pregiati”. La famiglia Tamburi è molto nota e stimata in città.

Borgonzoni: “Ora sei un angelo”
“Assieme alla mamma, con la quale siamo state sempre in contatto, abbiamo sperato fino alla fine che Giovanni fosse vivo – dice la senatrice bolognese e sottosegretaria alla cultura Lucia Borgonzoni, visibilmente commossa –. Purtroppo stasera, con profondo dolore, abbiamo scoperto che non è così: è uno dei ragazzi italiani morti nella strage di Capodanno. Esprimo il mio cordoglio e la mia vicinanza ai familiari, distrutti da questa tragedia”. “Abbiamo pregato così tanto per te. Ora sei un angelo. Bologna piange un suo piccolo grande concittadino. Buon viaggio Giovanni”, scrive poi Borgonzoni sui social.
Indagati i proprietari del locale nel registro degli indagati
Tutti quei ragazzi – giovanissimi – avevano da poco fatto i brindisi di mezzanotte. Stavano ballando, con la musica a tutto volume nel seminterrato de Le Constellation, bar che era un punto di riferimento nella nota località sciistica quando ha preso fuoco il soffitto del locale. Quaranta i giovani che hanno perso la vita, oltre 120 i feriti. E a tre giorni dalla strage di Capodanno finiscono nel registro degli indagati i proprietari del bar Le Constellation . Jacques e Jessica Moretti sono accusati di omicidio colposo, lesioni e incendio colposi. Al centro dell’inchiesta il rispetto delle misure di sicurezza antincendio.
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La rabbia della mamma
“In questo momento di dolore profondissimo, l’unica cosa che contava, per la mamma di Giovanni, era conoscere il destino del figlio”. Ma “verrà un tempo in cui vorrò capire cos’è successo là dentro. Spero che venga punito chi di dovere, chi ha sbagliato dovrà pagare”, aveva detto al Carlino la mamma di Giovanni.
Masiello aveva da subito lanciato appelli per avere notizie del ragazzo, che aveva il cellulare scarico e risultava irraggiungibile. Fino all’ultimo si è sperato che potesse essere tra i ricoverati e non ancora identificati ma stasera questa speranza si è spenta. Giovanni Tamburi aveva 16 anni, era uno studente del liceo Righi di Bologna. Oggi per lui un momento di preghiera alla chiesa di Sant’Isaia a Bologna.

