Da quest’anno scatta un’aumento improvviso, il 2026 inizia con una sorpresa completamente inaspettata per i lavoratori italiani.
Dal 2026 entrerà in vigore un cambiamento che coinvolgerà direttamente milioni di italiani, con effetti immediati sui lavoratori dipendenti. La nuova Manovra di Bilancio, approvata dal Parlamento, introduce un aggiornamento importante nel welfare aziendale che avrà effetti sull’economia nazionale.
L’intervento riguarda principalmente i buoni pasto elettronici, ormai ampiamente diffusi nelle aziende di tutta Italia come strumento fondamentale per i lavoratori. Con questa misura, il limite di esenzione fiscale dei ticket elettronici salirà da 8 a 10 euro, aumentando così il valore massimo dei buoni.
Novità in arrivo per i buoni pasto
Questo significa che ciascun lavoratore potrà ricevere molti più buoni senza dover pagare tasse o contributi aggiuntivi. L’incremento rappresenta un vantaggio economico concreto, anche se riguarda esclusivamente il formato digitale, lasciando invariati i buoni cartacei.

Il cambiamento è stato pensato per sostenere il potere d’acquisto dei dipendenti senza incidere sul costo del lavoro per le imprese. Con la nuova soglia, il valore annuo massimo esente sale a 2.200 euro, un aumento significativo rispetto ai 1.760 euro attuali.
L’adeguamento potrebbe tradursi in un guadagno extra di circa 440 euro all’anno per ciascun lavoratore, una cifra in grado di fare davvero la differenza. Si tratta di un beneficio che coinvolgerà circa 3,5 milioni di dipendenti e oltre 250.000 aziende che utilizzano regolarmente i buoni pasto elettronici.
Pur non essendo obbligatorio, l’incentivo potrebbe spingere molte imprese a incrementare il valore dei ticket, fornendo un aiuto concreto ai propri dipendenti. In un periodo caratterizzato da inflazione e costi crescenti, la misura offre un doppio vantaggio, iniziando dai lavoratori che guadagneranno potere d’acquisto esentasse.
Nel mentre le aziende rafforzano il welfare interno senza aumentare le spese per stipendi o contributi, il sistema diventa così uno strumento strategico e flessibile. I buoni cartacei rimangono limitati a 4 euro, rendendo evidente la differenza tra le due tipologie e quali saranno i favoriti nel prossimo anno.
Oggi il mercato dei ticket digitali vale circa 4 miliardi di euro all’anno e il nuovo aumento potrebbe consolidarne ulteriormente la diffusione. Per i lavoratori significa avere più risorse da spendere ogni giorno, alleviando almeno in parte la pressione economica sulle famiglie italiane.
Dal punto di vista aziendale, l’aggiornamento consente di rafforzare il welfare senza nuovi oneri economici, migliorando il rapporto dei dipendenti e valorizzando gli strumenti esistenti. I buoni pasto elettronici diventano quindi un vero e proprio alleato della gestione interna delle risorse umane, con effetti concreti e immediati.
In definitiva, a partire dal 2026, i buoni pasto digitali si confermeranno un pilastro dei benefit aziendali, offrendo vantaggi tangibili per milioni di famiglie. L’ennesimo passo che punta a consolidare un modello di welfare più moderno e sostenibile, sia per le aziende che per le famiglie.