Il servizio di identità digitale più diffuso (oltre 30 milioni di italiani lo hanno attivato) dal 1 gennaio 2026 introduce un canone annuale: quando pagare, chi è esente e quali sono le alternative gratuite
Da quest’anno accedere ai servizi online della pubblica amministrazione con lo Spid di Poste Italiane avrà un costo. L’azienda ha introdotto dal 1 gennaio 2026 (come anticipato da Dday.it), un canone annuale di 6 euro per il rinnovo dell’identità digitale. Un importo che allinea Poste ad altri provider come Aruba e Infocert che già applicavano tariffe analoghe.
È una novità che riguarda una buona fetta degli italiani: lo Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale) rappresenta uno dei più significativi successi della trasformazione digitale italiana, con una penetrazione tra le più elevate in Europa, pari (dati di ottobre 2025) all’82% della popolazione maggiorenne italiana, oltre 41 milioni di connazionali. Una buona parte di questi ha scelto Poste Italiane per lo Spid: attraverso PosteID lo società gestisce circa 30 milioni di identità digitali, equivalenti al 70% del totale nazionale.
Per chi rimane gratis lo Spid di Poste
La novità non riguarda però tutti gli utenti allo stesso modo. Il servizio rimane gratuito per alcune categorie: i minorenni, gli over 75, i residenti all’estero e chi utilizza lo Spid per uso professionale continueranno ad accedere senza pagare nulla.
Quando scatta il pagamento dello Spid di Poste
Il provvedimento è scattato dal 1 gennaio, ma non c’è necessità di mettere mano immediatamente al portafogli. Il pagamento scatta soltanto alla prima scadenza della propria identità digitale, che varia da utente a utente. Il primo anno è gratuito, poi si paga.
Potete verificare quando è la vostra scadenza accedendo all’app PosteID, andando poi su Profilo e infine su Gestisci account: lì troverete la data del vostro pagamento.
Trenta giorni prima della scadenza, Poste Italiane invierà comunque una email di avviso con tutte le istruzioni necessarie.
Come pagare lo Spid di Poste
Per saldare il canone ci sono tre strade: si può fare tutto online attraverso l’area personale, oppure utilizzare una pagina dedicata inserendo codice fiscale e indirizzo email. Chi preferisce il contatto diretto può recarsi in un qualsiasi ufficio postale portando semplicemente il proprio codice fiscale.
Cosa succede a chi non paga
E se qualcuno decidesse di non rinnovare? Lo Spid non viene cancellato immediatamente ma sospeso, restando tecnicamente «esistente» per 24 mesi. Durante questo periodo l’identità digitale rimane inutilizzabile ma può essere riattivata effettuando il pagamento.
Le ragioni dietro la scelta
La decisione di Poste Italiane non arriva dal nulla. I costi per gestire l’infrastruttura tecnologica dell’identità digitale sono aumentati negli ultimi anni, mentre i fondi pubblici destinati ai provider sono stati congelati dal 2023 all’aprile 2025, quando il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione Alessio Butti aveva annunciato la firma del decreto di assegnazione della somma di 40 milioni di Euro ai gestori Spid (che ne chiedevano 50). Un periodo di circa due anni senza contributi che ha costretto i gestori a sostenere le spese di tasca propria, rendendo di fatto inevitabile l’introduzione di tariffe per gli utenti.
Le alternative gratuite sul mercato
Chi non vuole pagare ha comunque diverse opzioni. Innanzitutto è possibile recedere dal servizio di Poste entro 30 giorni dalla comunicazione senza sostenere alcun costo. Esistono poi altri provider Spid che continuano a offrire il servizio gratuitamente, almeno per il momento.
L’alternativa più immediata resta però CieID, il sistema di identità digitale statale basato sulla Carta d’Identità Elettronica. Completamente gratuito e gestito direttamente dallo Stato, permette di accedere agli stessi servizi online senza dover passare attraverso un provider privato. Per chi ha già la CIE in tasca, attivarlo richiede pochi minuti e un’app dedicata.
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2 gennaio 2026 ( modifica il 2 gennaio 2026 | 15:34)
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