L’ultimo avvicendamento annunciato dal presidente Zelensky, ovvero il passaggio al ministero della Difesa dell’attuale vice-premier e ministro della Trasformazione digitale Mychajlo Fedorov, in sostituzione di Denis Shmyhal, è particolarmente interessante e segnala movimenti assai più vasti dei singoli profili interessati. Non che questi siano trascurabili. Fedorov è il ragazzo prodigio della politica ucraina: Nato nel 1991, a 22 anni (prima ancora di laurearsi) già fondava una propria azienda digitale (lo SMMS Studio), a 23 si candidava al Parlamento (senza successo), a 28 diventava ministro e ora, a 34 anni, va a dirigere il dicastero più “pesante” del Governo ucraino. Non da poco nemmeno la storia di Shmyhal: già manager delle aziende energetiche dell’oligarca Rinat Akhmetov, è con Zelensky dagli inizi del 2020, quando il presidente decise di liquidare dopo pochi mesi il Governo dei giovani tecnocrati guidati da Oleksij Honcharuk e lo nominò primo ministro.
Cambio totale di registro, quindi. Fedorov è un “uomo nuovo”, di fatto non ha legami con il passato pre-Zelensky. Ma soprattutto va a completare, nella verticale del potere zelenskiano, quel rinnovamento dei quadri in senso filo-americano che il presidente sente evidentemente necessario in questa fase, decisiva sia sul campo di battaglia sia al tavolo dei negoziati. L’operazione era cominciata in luglio, con la nomina a primo ministro (proprio in sostituzione del veterano Shmyhal) dell’allora ministra dell’Economia Julija Svyrydenko (anche lei giovanissima: 40 anni, al Governo da quando ne aveva 35). Una tecnica più che una politica. Ma soprattutto una fedelissima di Zelensky che si era distinta nelle trattative con il ministro delle Finanze Usa, Scott Bessent, sulla questione delle terre rare, finendo col farsi apprezzare anche dal interlocutori americani.
Dipartimento di Stato, Cia e NATO
Poi le altre mosse. Quando Andriy Jermak, capo dell’amministrazione presidenziale e l’uomo cui erano affidati i rapporti più importanti con gli Usa, finisce nel tritacarne dell’inchiesta sulla corruzione, Zelensky promuove al rango di capo negoziatore un altro “americano”: Rustem Umerov, segretario del Consiglio si sicurezza, già coinvolto nel programma Future Leaders Exchange del Dipartimento di Stato Usa, un passato di studio negli Stati Uniti, dove peraltro tuttora vive la sua famiglia e dove dispone di diverse proprietà immobiliari.
In questi giorni l’ultima accelerazione. Il capo dell’intelligence militare, Kyrylo Budanov, viene nominato capo dell’amministrazione presidenziale. Budanov è un agente addestrato dalla Cia, un asset evidentemente molto considerato se, quando fu ferito in battaglia durante la guerra del Donbass, fu trasferito per le cure nel Centro medico militare “Walter Reed” nel Maryland (Usa), trattamento non abituale per un soldato straniero. E infine Fedorov, il nuovo ministro della Difesa, che ha studiato anche presso la Scuola di educazione per i rappresentanti della NATO in Ucraina e che, da quando è cominciata l’invasione russa, è l’uomo dei contatti con Elon Musk e la sua rete satellitare Star Link.
Vuoi ricevere le nostre newsletter?
I curriculum parlano chiaro e spiegano bene, al di là di qualunque filosofia, quale sia la posizione reale di Zelensky: l’Europa va bene, fornisce appoggio, denaro e armi. Ma l’alleato davvero indispensabile, oggi e domani, in guerra e in pace, sono gli Usa.
Il conflitto tra Russia e Ucraina è una preoccupazione costante per l’intera Europa. Per questo InsideOver cerca di seguirlo non solo con continuità ma anche con la massima attenzione fino all’ultimo particolare. La pensi come noi su questo tema? Allora diventa uno di noi: abbonati a InsideOver! È facile, il sacrificio è minimo e scoprirai che, come ci scrivono in tanti, certe cose le puoi leggere solo qua.