Quasi 100 metri di fila per vedere la Digital Art Gallery di Gorizia, ingresso gratuito con QR code. Dell’intera galleria Bombi, lunga 300 metri, l’installazione copre la parte centrale di 100 metri di lunghezza per 1.000 metri quadri di superficie sull’arco di volta. Si tratta del tunnel digitale più grande d’Europa.
L’opera, site specific, è stata creata dall’artista turco-statunitense Refic Anadol che attraverso l’intelligenza artificiale ha sviluppato algoritmi basati su fonti e processi naturali. Struttura con 3.700 moduli a led, video 4K, 11.000 metri di cavo rete, 6.000 metri di fibra ottica, potenza 600 KW pari a 200 appartamenti.
Costo di realizzazione 9 milioni di euro, costi di gestione 315.000 euro all’artista, 250.000 euro annui per sorveglianza e personale pagati dalla Regione e 200.000 euro annui per l’elettricità pagati dal Comune. Visitatori divisi sull’opera:
“Ha qualcosa di diverso dal solito”.
“È un’opera d’arte ma come tutto può essere arte. Decidiamo noi cos’è arte”.
“Sono rimasta veramente sbalordita, molto bello, poi c’è arte e arte si sa”.
“Non trovo sinceramente che sia arte”.
“Vengo dalla Germania e sono affezionata a Grado, quest’opera mi sembra stupenda, non ne ho mai viste così nemmeno nelle capitali Europee”.
Critico anche Nevio Costanzo della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.
“Non voglio entrare nel merito artistico dell’opera ma dal punto di vista della mobilità e in particolare della mobilità sostenibile di fatto inibisce il transito delle biciclette da Gorizia verso Nova Gorica, ma non solo, questo tratto della galleria andava a raccordarsi con la ciclabile FVG3 che è una delle più importanti del Friuli Venezia Giulia”.
Montaggio Michele Marinelli