Si dovrebbe tenere il prossimo 8 gennaio l’interrogatorio davanti al pm di Emilio Gabriel Valdez Velazco, il 57enne indagato per il presunto omicidio di Aurora Livoli, la 19enne trovata morta la mattina del 29 dicembre in un cortile di via Paruta a Milano. 

L’ipotesi degli inquirenti 

L’uomo, cittadino peruviano con precedenti per violenza sessuale e irregolare in Italia, è stato arrestato il 30 dicembre a seguito di una tentata rapina con brutale aggressione avvenuta nella sera del 28, prima del presunto assassinio di Aurora, presso la fermata della metro di Cimiano. 

Velazco è stato individuato grazie alle immagini di una telecamera di videosorveglianza che ha immortalato l’uomo con la vittima nella sera del 28 dicembre in via Paruta: prima alle 23.30 circa. Poi da quel condominio è uscito da solo e vi è rientrato intorno alle 3 di notte. 

L’autopsia

L’ipotesi, a seguito dell’autopsia sul corpo della 19enne di Latina, è quella dell’omicidio, mentre non è chiaro se la giovane possa aver subito anche abusi sessuali. Aurora era scomparsa da casa da giorni, l’ultimo contatto con la famiglia era stato il 26 novembre, poi era stata presentata denuncia il 10 dicembre per la sua scomparsa. 

Il racconto della vittima della rapina

Al Corriere della Sera la vittima della rapina avvenuta a Cimiano, una studentessa peruviana di 19 anni, ha raccontato che durante l’aggressione subita, Velazco le avrebbe avvicinato la bocca all’orecchio sussurrandole: “Adesso muori”. “Poteva andarmi molto peggio. Anch’io per giorni ho avuto segni sul collo”, ha aggiunto, confermando di aver temuto seriamente per la sua vita. 

I precedenti di Velazco e i decreti di espulsione

Emilio Gabriel Valdez Velazco avrebbe numerosi alias e precedenti per rapina aggravata, violenza sessuale e immigrazione clandestina. Lo conferma l’Adnkronos. L’uomo ha precedenti, in particolare, per violenze relativi al 2019, al 2024 e al 2025, tuttavia avrebbe scontato solo la condanna per i fatti del 2019 nel carcere di Pavia. 

Velazco è entrato in Italia da Linate nel 2017 e si è trattenuto nel Paese oltre i termini consentiti, divenendo irregolare il 4 agosto 2019. Il primo provvedimento di espulsione è stato emesso dal questore di Milano – con decreto di accompagnamento coattivo alla frontiera, il 6 agosto del 2019. A giugno 2023 il 57enne ha chiesto il rilascio del permesso di soggiorno in quanto fratello di una cittadina italiana, permesso però negato per pericolosità sociale. Il 25 marzo del 2024 è stato arrestato perché rientrato in Italia prima che fossero decorsi 5 anni dall’esecuzione dell’espulsione.

Nei suoi confronti è stato nuovamente adottato un provvedimento di espulsione, per motivi di pericolosità sociale il 26 marzo del 2024, ed eseguito con ordine a lasciare il territorio dal questore di Milano. Non era stato, però, possibile procedere al rimpatrio immediato perché il suo passaporto risultava scaduto il 2 maggio del 2022. Per questo motivo, era stata richiesta l’assegnazione di un posto al Cpr. Il posto, tuttavia, era stato rifiutato a causa “dell’inidoneità alla vita in comunità, decretata dal medico, per un’asserita patologia delle vie urinarie e nei suoi confronti è stato emesso un ordine a lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni”.