Non poteva iniziare peggio il 2026 per Taylor Fritz, che nel primo match disputato in United Cup è stato sconfitto da Sebastian Baez. Al di là dell’inaspettata battuta d’arresto (l’argentino aveva perso tutte e 17 le sfide disputate contro top 20 sul cemento), ciò che davvero preoccupa sono le condizioni fisiche dell’americano, ancora alle prese con un problema fisico che aveva già caratterizzato la sua stagione precedente. Intervenuto in conferenza stampa, Fritz ha commentato la sconfitta, maturata per 4-6 7-5 6-4: “Mi sono sentito un po’ arrugginito. Credo che nel primo set il livello di entrambi non sia stato alto: sia io che lui abbiamo sbagliato molto. Poi lui è riuscito a salire di livello, riducendo i gratuiti ma giocando anche in maniera aggressiva e con costanza. Io invece sentivo di non avere il controllo sperato quando tentavo di attaccare. Avrei voluto cominciare l’anno in maniera diversa“.
La frase di Fritz che preoccupa
“La cosa più importante per me è essere in salute e giocare punti. Ho dedicato praticamente l’intera pre-season alla riabilitazione, ma per migliorare ci vogliono diversi mesi” ha dichiarato Fritz, vittima di una tendinopatia al ginocchio. “Purtroppo non ho avuto la possibilità di giocare tanti punti per cercare di non fare uno sforzo eccessivo – ha spiegato l’americano, per poi aggiungere preoccupato – Non sarà facile vincere partite e nel frattempo gestire il dolore al ginocchio. Perché proverò a giocare e continuare la riabilitazione mentre viaggio e faccio dei progressi”. Se da un lato Fritz non perde l’ottimismo, dall’altro guarda in faccia la realtà e ventila l’ipotesi di prendersi una pausa: “Se le cose non dovessero funzionare, allora tra qualche mese mi fermerò completamente per risolvere il problema“. Da queste sue dichiarazioni sembra che voglia provare a stringere i denti almeno fino al Sunshine Double per poi eventualmente alzare bandiera bianca prima della stagione su terra rossa. Ovviamente si tratta però di una situazione in divenire e le decisioni verranno prese soprattutto in base alle sensazioni e ai risultati in campo.
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