“La pubblicazione, il 31 dicembre, della direttiva regionale, che mette in mora i medici e avvia il recupero di oltre 23 milioni di euro – nonostante i 30 milioni di crediti loro spettanti – rappresenta un atto che supera ogni limite accettabile”. È la goccia che ha fatto traboccare il vaso per i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta pugliesi. Le rappresentanze sindacali, in modo unitario e compatto, hanno proclamato lo stato di agitazione.
“L’adozione ripetuta di misure decise unilateralmente da parte degli uffici regionali, senza la consultazione delle parti sociali e in violazione dell’Accordo Integrativo Regionale della Medicina Generale e della normativa sui pediatri di libera scelta, è gravissimo e manifesta un atteggiamento apertamente antisindacale da parte della Regione Puglia”, si legge in una nota a firma di Fimmg Puglia (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), Fimp Puglia (Federazione Italiana Medici Pediatri), Simpef Puglia (Sindacato Medici Pediatri di Famiglia), Smi Puglia (Sindacato Medici Italiani) e Snami Puglia (Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani).
“A fronte delle diverse circolari della Regione che negli scorsi mesi hanno di fatto modificato l’AIR della Medicina Generale e la normativa vigente rispetto alla pediatria di libera scelta, i sindacati avevano risposto con garbo istituzionale, invitando gli uffici ad una revisione”, fanno notare le cinque sigle. Poi, a fine anno è arrivata la doccia fredda: la Regione ha chiesto la restituzione di somme erogate tra il 2016 e il 2024 che oggi ritiene non dovute.
L’atto “ostenta sprezzo delle prerogative sindacali soprattutto per il metodo, dal momento che avvia le procedure in modo unilaterale, senza convocare la delegazione trattante. E lo fa con un atto pubblicato durante le festività, contando sulla distrazione dei più e sul periodo di vacatio politica, dato che il nuovo governatore non è stato ancora proclamato eletto – rimarcano le organizzazioni -. Si tratta di una violazione degli accordi regionali e di un metodo che configge con i buoni rapporti che da sempre i sindacati hanno avuto con gli uffici regionali. Per queste ragioni, le rappresentanze sindacali della medicina generale e della pediatria di libera scelta chiedono al neoeletto presidente Antonio Decaro di disconoscere gli atti autoritativi assunti dalla Regione che stanno creando caos nella gestione e organizzazione della medicina generale e pediatria di libera scelta e di riavviare quanto prima il dovuto confronto con le parti sociali”.
Le delegazioni regionali di Fimmg, Fimp, Simpef, Smi e Snami preannunciano lo stato di agitazione e avvieranno tutte le iniziative a tutela degli iscritti e delle prerogative sindacali.