La reazione da campione e le regole confuse. Cobolli sul 5-4 del primo set ha l’occasione per chiudere. Sta servendo, è sotto 15-0, quando dalla tasca perde la pallina. Lascia così andare la risposta di Wawrinka, non ci possono essere due palline in campo.
Il finimondo.
Per l’arbitro è punto dello svizzero, per Cobolli no. Discute animatamente con il direttore di gara. Chiedendo la ripetizione del punto, come si fa in questi casi quando la pallina si perde involontariamente. Interpretazione inedita da parte dell’arbitro, normalmente si ferma il punto e si fa rigiocare anche per non rischiare che i giocatori si facciano male. Anche Wawrinka cerca di calmarlo, avrebbe anche ceduto il punto, ma gli dice: così ha deciso l’arbitro giochiamo.

Cobolli discute anche con il papà Stefano, capitano della squadra e suo allenatore e con un dirigente. Insiste. Poi cede, si riprende le palline, le rimette in tasca e infila quattro punti consecutivi. Prendendosi comunque il set. Si è perso la pallina, non si è perso d’animo