Presidente, cosa aspettarsi dal 2026?
«Il 2025 ha dimostrato in modo chiaro che Zes e Pnrr sono stati fattori decisivi. Senza queste leve, anche la nostra provincia avrebbe attraversato una fase di forte recessione industriale, stimabile tra uno e due punti percentuali. Mi auguro inoltre che il settore automotive abbia toccato il suo punto più basso: la crisi non scomparirà di certo nel 2026, ma auspico un impatto più contenuto. Lo sguardo resta fisso sulla necessità di politiche industriali e sull’individuazione degli elementi di forza da consolidare e valorizzare per essere sempre più presenti sui mercati nazionale e internazionale».
Qual è il contesto in cui si muoveranno le imprese?
«Viviamo una fase storica complessa, segnata da numerose minacce esterne: dai dazi commerciali all’instabilità geopolitica. Allo stesso tempo, però, esistono opportunità concrete. Credo che la narrazione della provincia di Caserta possa essere guidata da uno spirito ottimistico che non deriva dal mero esercizio ma da una dimensione reale. Oggi c’è anche una forte coesione tra mondo dell’impresa e parti sociali, un clima di collaborazione che fino a qualche anno fa era impensabile».
In che modo questa coesione può tradursi in sviluppo reale?
«Ripartendo dalla rete. Ho incontrato spesso eccellenze imprenditoriali che non si conoscevano tra loro: metterle in connessione è fondamentale. Ci sono imprenditori pronti a investire sul territorio, multinazionali che stanno scegliendo Caserta per rilanciare siti produttivi e soggetti interessati a subentrare dove alcune aziende stanno dismettendo. Questo patrimonio va valorizzato con una visione condivisa».
Quali settori possono rappresentare il futuro oltre l’industria tradizionale?
«Bisogna andare necessariamente oltre l’industria in senso stretto. Penso alla logistica, all’aerospazio, all’indotto della difesa, all’elettronica e alle nuove tecnologie. Se guardiamo agli investimenti sulla portualità e sulla Napoli-Bari, è evidente che la nostra provincia debba mettersi nelle condizioni di partecipare a queste dinamiche, approfittando di competenze, vicinanza e sbocchi autostradali».
Un tema centrale resta quello delle infrastrutture.
«Le criticità infrastrutturali sono ancora numerose e incidono pesantemente sulla competitività. Saremo molto vigili e intolleranti affinché si avvii un percorso di deciso miglioramento».
Che ruolo hanno le politiche pubbliche in questo scenario?
«Quando il mondo dell’impresa può agire autonomamente, non deve chiedere nulla alla politica. Ma quando le decisioni pubbliche sono determinanti per lo sviluppo economico di un’area, è doveroso farsi sentire. La provincia di Caserta continua a dimostrare di avere grandi imprenditori, resilienti, che vanno però messi nelle condizioni di lavorare al meglio per esprimere pienamente il loro potenziale e determinare così anche la crescita del nostro territorio».
Parliamo di formazione.
«È un asse strategico non solo per il futuro ma già per il nostro presente. Gli Its (Istituti tecnici superiori, ndr) rappresentano il collegamento naturale tra scuole superiori e imprese, e per questo motivo bisogna spingere molto su questi istituti. Tante aziende faticano a reperire personale qualificato e alcune si organizzano autonomamente con academy interne, che finanziano con le proprie risorse, mentre gli Its possono ridurre in modo strutturale il divario tra domanda e offerta di lavoro».
Avete in programma iniziative per rafforzare la visibilità del territorio?
«Raccoglieremo sicuramente i frutti del progetto “Ambassador Felix” che abbiamo mostrato pochi giorni fa durante una splendida cerimonia alla Reggia. Presto avvieremo anche un ciclo di incontri a cadenza mensile, coinvolgendo leader nazionali da portare nelle nostre imprese e rendere protagonisti di confronti di ampio respiro. L’obiettivo è costruire un network solido e attrattivo anche per chi guarda a Caserta dall’esterno».
Quando sarà pronto il vostro studio sull’aeroporto di Grazzanise?
«Entro il mese di marzo. Oltre i meri ragionamenti, ci dirà effettivamente se e quali potenzialità ha quella struttura per diventare un punto di riferimento e un grande veicolo di occupazione. Quando sarà completato, lo renderemo pubblico e lo consegneremo alla politica».
Quale messaggio sente di lanciare per il 2026?
«La provincia di Caserta ha imprenditori capaci di risultati straordinari anche in contesti difficili. Adesso serve un sistema che li sostenga con infrastrutture adeguate, formazione efficace e una visione condivisa. Solo così potremo affrontare le sfide globali e trasformarle in opportunità di crescita duratura».
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