LUCCA – Il pittore ha compiuto 80 anni e la sua personale, intitolata “Atto terzo”, che riassume mezzo secolo della sua arte, può essere visitata al Palazzo delle Esposizioni della Fondazione Banca del Monte di Lucca, in piazza San Martino, fino al 18 gennaio (ingresso gratuito, dal martedì alla domenica, dalle 15 alle 19)
La pittura di Gianfalco Masini è un atlante delle meraviglie: una topografia incantata di giardini, spiagge, architetture immaginarie e animali chimerici. Le sue tele, i suoi libri d’artista, le sue tavole, le sue sculture sembrano discendere da bestiari medievali, da cantari cavallereschi. Sono universi formicolanti, strapieni, che non concedono vie di fuga allo sguardo. Del resto, lui stesso racconta che quando ha lasciato lo storico studio di Altopascio ci sono voluti tre camion per portare in discarica gli oggetti di cui – a fatica – ha trovato il coraggio di disfarsi. Accumulatore seriale nell’arte come nella vita.
Il pittore lucchese ha compiuto ottant’anni e la mostra “Atto terzo” gli rende il dovuto omaggio al Palazzo delle Esposizioni della Fondazione Banca del Monte di Lucca, in piazza San Martino. Curata da Nicola Micieli, l’esposizione è visitabile fino al 18 gennaio e l’ingresso è gratuito.
E se davvero “sognare è ricordare ciò che non è mai accaduto”, le opere di Gianfalco Masini sono una sorta di memoria dell’immaginazione; di archivio di mondi paralleli. E il suo universo di proliferazione artistica è popolato in particolare di uccelli e di pesci, perché, come spiega: “I pesci per me rappresentano la vita, in quanto vengono dall’acqua e noi tutti veniamo da lì. Gli uccelli invece la libertà assoluta. E io ho sempre sognato di volare e l’ho sempre fatto ad occhi aperti, senza mai fermarmi”.
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