Bagarre in viale Aldo Moro sulla gestione della campagna vaccinale antinfluenzale 2024/2025. Al centro della polemica ci sono 92.350 dosi che sarebbero rimaste inutilizzate.

“Soldi sprecati”

A sollevare il caso è stato Pietro Vignali, consigliere regionale di Forza Italia, che ha presentato un’interrogazione. Secondo i dati citati, la Regione avrebbe acquistato complessivamente oltre un milione di dosi (1.071.227), ma molte sarebbero finite nel cestino: “La Regione garantisca un uso più efficiente delle risorse pubbliche per evitare sprechi come il mancato utilizzo di oltre 90mila dosi”, attacca Vignali. “Il costo delle dosi non utilizzate ammonta a 1.473.338,47 euro. Uno spreco di tale entità appare in palese contrasto con i principi di buon andamento ed economicità, specialmente mentre la Giunta giustifica le criticità del sistema, come le liste d’attesa, richiamando la carenza di fondi”.

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Vignali punta il dito anche sulla mancata flessibilità della programmazione: “È stato acquistato un mix di quattro tipologie di vaccino con costi variabili tra i 3 e i 18 euro, senza però adeguare le scorte alla domanda reale. Bisogna pianificare in maniera più attenta”.

“Oms suggerisce di acquistare vaccini in più”

Non si è fatta attendere la replica dell’assessorato regionale alla Salute, che rispedisce al mittente le accuse di mala gestione. Quello che l’opposizione chiama “spreco” sarebbe un margine di sicurezza necessario per proteggere la popolazione: “Non c’è stato alcun spreco”, precisano dall’assessorato. “Il numero di dosi è calibrato seguendo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che suggerisce di acquistare tra il 5 e il 10% di vaccini in più rispetto al consumo storico. Una mancanza di dosi in caso di epidemia violenta avrebbe un effetto molto negativo sulla salute delle comunità, favorendo la diffusione del virus in modo esponenziale”.

La Regione rivendica inoltre il primato dell’Emilia-Romagna nella copertura vaccinale degli over 64 tra le grandi regioni italiane, sottolineando come la stima annuale venga sempre definita insieme a medici di base, pediatri e farmacie: “La nostra priorità è garantire la massima copertura per i soggetti fragili e cronici. Per questo estendiamo l’offerta fino a febbraio, calibrando l’acquisto su variabili che possono cambiare repentinamente la domanda”.

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