La giovane artista spazia dal disegno all’acquerello, realizza oggetti decorativi e insegna nel carcere di Siano, tra sfide locali e la volontà di portare il proprio talento oltre i confini della regione

«Aveva l’arte dentro» dice mamma Rossella. Difficile dire il contrario quando si osserva il quadro di ispirazione monetiana realizzato da Lisa Russo quando frequentava le scuole medie, senza ancora aver appreso alcun rudimento delle discipline artistiche. Oggi è laureata in Grafica d’Arte e specializzata in disegno, ma si diletta anche in altre forme di espressione, tra cui l’acquerello.

In occasione dell’incontro con Saverio Caracciolo, Lisa prepara una zucca di Halloween (qui la puntata). La festa celebrata il 31 ottobre è il suo periodo preferito dell’anno perché «ci si diverte, ci si traveste. A me piace travestirmi anche per i cosplay, per i comics. Adoro tutto ciò che dà un tocco di diversità alla monotonia.» E se è vero che il talento è validato da una buona dose di umiltà, Lisa ne è l’esempio. «Molti mi chiamano artista. Io non mi sono riflessa fin da subito a questo appellativo. Mi considero una ragazza a cui piace l’arte. Gli artisti seguono un filone, hanno un’idea precisa in testa. Io sono poliedrica, non mi sono mai definita.» Lisa non segue una corrente né impiega una sola tecnica quando crea. Accoglie la diversità e cerca di farla propria, impegnandosi in tutto ciò che fa con una parsimoniosa cura dei dettagli. I cinque anni di studio all’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro le hanno insegnato la disciplina, consolidando il suo amore innato per l’arte. Ma l’arte c’è sempre stata, anche quando al liceo scientifico “passava sottobanco” i disegni ai compagni che non avevano le sue stesse abilità per aiutarli a prendere un bel voto.

Mentre lo realizza, Lisa ci racconta, con fare ironico e sapiente, come creare un portachiavi in resina UV con protagonista una margherita.

Sulla scia della sua forte passione per le scienze, Lisa ci confida di aver iniziato gli studi in farmacia con la voglia di diventare anatomopatologo, ma di essersi resa conto che quella non sarebbe stata la sua strada. A 28 anni (compiuti da poco), può dirsi soddisfatta di aver costruito passo dopo passo quello che è davvero il suo sentiero, pur consapevole della presenza di serie difficoltà a seguito della sua scelta. «Gli oggetti artistici non sono beni di prima necessità, quindi si fa fatica a spendere soldi per qualcosa che di per sé non serve, specie in una terra come la nostra che non apprezza molto l’arte e mi spinge a vendere altrove. Una cosa che mi rattrista, perché vorrei che la Calabria offrisse le stesse possibilità.» Il suo obiettivo è quello di espandere la sua vendita tramite e-commerce in modo da raggiungere un pubblico maggiore.

Lisa ha, inoltre, condiviso la sua passione e le sue conoscenze sull’arte in un corso tenuto all’interno del carcere di Siano tramite l’Associazione Centro Calabrese di Solidarietà, dicendosi soddisfatta dell’esperienza.

Dando uno sguardo alle sue opere, si nota il pluralismo di soggetti e temi che immortala. Passa, così, da paesaggi e tramonti, a spaccati di quotidianità, dettagli del corpo realizzati con precisione fotografica, tutte cose che può osservare in prima persona. Il suo portfolio è arricchito anche da soggetti tratti da un profondo amore per il fantasy (da Il trono di spade a Il Signore degli Anelli).

Tra gli oggetti che realizza, Saverio Caracciolo sfoglia con la telecamera orecchini, portachiavi, segnalibri, calamite. Sente un legame particolare con la natura, che non perde occasione di inserire nelle sue creazioni. L’enciclopedia della mamma diventa, così, un contenitore di fiori essiccati oltre che di nozioni. «Mi piace immortale qualcosa che senza il mio intervento avrebbe breve durata

Nonostante Lisa conosca varie tecniche e l’utilizzo di diversi attrezzi – dall’acquerello alla serigrafia -, la matita resta il suo strumento preferito. «I disegni girano attorno a me come la terra gira attorno al sole

Lisa ci insegna che guardare le creazioni in controluce è importante perché, essendo l’unico modo per notare davvero i difetti, è lo strumento attraverso cui raddrizzare il tiro. Metaforicamente parlando, la giovane artista estende questo concetto anche al modo di pensare la propria regione. Quando ne parla, Lisa è amareggiata. Consiglia ai suoi coetanei di essere fermi, puntare i piedi bene a terra prima di andare altrove, ma rimane in ogni caso consapevole delle difficoltà che si incontrano in Calabria a livello di realizzazione personale.