Stasera non perdere tempo a cercare “il titolo giusto” nel catalogo di Prime Video: scegli una rotta precisa e vai dritto su cinque film che hanno un filo rosso chiarissimo. Qui il genere non è solo thriller (anche quando lo è): è la storia di persone convinte di controllare tutto, e che invece scoprono quanto sia fragile la loro immagine pubblica, la loro etica, perfino la loro identità. Dal potere “soft” dell’arte e della comunicazione, alla politica, fino alla violenza che esplode quando il sistema decide chi sei.

Il più elegante nel mettere a nudo le contraddizioni è The Square (2017), scritto e diretto da Ruben Östlund: satira nera, dramma sociale, esperimento morale mascherato da commedia. Palma d’Oro a Cannes e vincitore del David di Donatello come Miglior film dell’Unione Europea.

Östlund prende un curatore di museo (un magnifico Claes Bang) e lo mette di fronte a un’installazione che predica fiducia e altruismo… mentre la sua vita, fuori dal “quadrato” ideale, scivola verso il ridicolo e il cinico. E quando entrano in scena Elisabeth Moss e Dominic West, capisci che il bersaglio non è l’arte contemporanea: è il nostro modo occidentale di raccontarci “buoni”.

Tra errori personali, scelte comunicative azzardate e una spirale di situazioni sempre più imbarazzanti, il film trasforma una vicenda privata in una feroce riflessione sulla distanza tra valori proclamati e comportamenti reali. Anche i numeri dicono molto: su Rotten Tomatoes è all’85% e su IMDb viaggia intorno al 7.1.

Poi, sempre disponibile su Prime Video, c’è la macchina da guerra verbale: Miss Sloane – Giochi di potere (2016) di John Madden, un thriller politico che sembra un match di scacchi giocato a velocità folle. Al centro, Jessica Chastain: tagliente, controllatissima, quasi spaventosa nella disciplina con cui trasforma il lobbying in un’arma. Accanto a lei, Mark Strong non fa “il cattivo di routine”: è il volto credibile di un sistema che sorride mentre ti stringe la gola.

Quando si trova coinvolta in una delicata legge sul controllo delle armi, decide di cambiare fronte, scatenando una guerra silenziosa fatta di dossier, pressioni mediatiche e colpi bassi. In un ambiente dove ogni relazione è strumentale, il film segue l’ascesa e il rischio di caduta di una donna che ha fatto del controllo totale la sua unica arma.
Su Rotten Tomatoes è al 76% e su IMDb è 7.5. Qui la tensione non è solo “cosa succede”, ma “quanto sei disposto a barare per vincere”.

Il lato più “terra bruciata” arriva con Homefront (2013): action-thriller diretto da Gary Fleder e scritto da Sylvester Stallone, tratto da Chuck Logan. La provincia americana qui è una trappola morale: Jason Statham prova a sparire, ma basta una scintilla (una scuola, un bullo, una rissa) perché tutto torni a galla. James Franco è l’antagonista più inquieto del pacchetto: non minaccia soltanto, “contamina” l’aria intorno.

Phil Broker è un ex agente della DEA che, dopo un’operazione finita tragicamente, decide di rifarsi una vita insieme alla figlia in una tranquilla cittadina della Louisiana. Ma il passato non resta sepolto a lungo: un episodio apparentemente banale scatena una reazione a catena che lo mette nel mirino della criminalità locale. Quando la violenza entra nella sua nuova quotidianità, Broker è costretto a tornare a ciò che aveva cercato di lasciarsi alle spalle, trasformando una fuga in uno scontro inevitabile. Il film non finge di reinventare il genere, però il ritmo funziona: su IMDb è 6.5 e su Rotten Tomatoes è 42%.

Se vuoi alzare il volume dello scenario, Senza rimorso (2021) porta il marchio Tom Clancy e la regia di Stefano Sollima: un thriller d’azione che fa della vendetta un accelerante geopolitico. Distribuito da Amazon Studios e arrivato in streaming su Prime Video il 30 aprile 2021, spinge su operazioni, tradimenti e una paranoia da nuova Guerra Fredda.

John Kelly è un membro dei Navy SEAL coinvolto in una missione internazionale che si rivela molto più complessa del previsto. Dopo un attacco devastante alla sua vita privata, la sua ricerca di giustizia personale si intreccia con tensioni geopolitiche che rischiano di destabilizzare gli equilibri tra potenze mondiali. Il film segue la trasformazione di un soldato in una forza incontrollabile, dove vendetta e ragion di Stato diventano indistinguibili.
Michael B. Jordan regge il peso fisico ed emotivo, e i rating raccontano la spaccatura: IMDb 5.8, Rotten Tomatoes 45%.

Chiude il cerchio Wake Up – Il risveglio (2019) di Aleksandr Chernyaev: amnesia, fuga, identità ballerina. Un uomo si risveglia in un letto d’ospedale senza memoria e senza identità. Le autorità lo considerano il principale sospettato di una serie di omicidi efferati, mentre le prove sembrano inchiodarlo.

Braccato dalla polizia e con pochissimi alleati, è costretto a fuggire per ricostruire il proprio passato e capire se sia davvero innocente. Un thriller che gioca sull’instabilità della percezione e sull’angoscia di essere definiti da una verità che non si ricorda.

Qui il tema del “controllo” diventa letterale: se non ricordi chi sei, chi può difenderti? Anche qui i numeri sono severi: IMDb 5.0 e Rotten Tomatoes 17%. Ma, dentro questa crudezza, resta un’idea semplice e potente: il confine tra colpevole e innocente a volte è solo una narrazione scritta da altri.

Se ti va una serata con energia e sostanza, questi cinque titoli su Prime Video stanno nello stesso universo: potere, reputazione, paura, e quella crepa improvvisa in cui smetti di “gestire” la tua vita e inizi a inseguirla. E la domanda giusta arriva solo alla fine del percorso: quando il sistema ti mette spalle al muro, chi scegli di essere davvero?