La spesa militare fa registrare in molti Paesi aumenti significativi e, per diversi governi, il riarmo è una priorità assoluta. Mentre il mondo si arma, le parole del Papa sono un appello ad un radicale cambio di direzione: non ci si salva “affilando le spade”

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

Sul tema degli armamenti c’è una stridente dissonanza, purtroppo, tra le parole pronunciate, anche recentemente, da Papa Leone XIV e le decisioni prese dai governanti di molti Paesi. Il 2026 si è aperto con il forte richiamo del Pontefice durante la messa nella solennità di Maria Madre Dio: “il mondo – ha detto – non si salva affilando le spade, giudicando, opprimendo, o eliminando i fratelli, ma piuttosto sforzandosi instancabilmente di comprendere, perdonare, liberare e accogliere tutti, senza calcoli e senza paura”. Ma la casa comune della famiglia umana continua ad essere abitata da logiche che opprimono, che diffondono e alimentano la paura. Armarsi per molti governi è una priorità.

In questa ascesa del riarmo la voce della fratellanza viene spesso sopraffatta dalla logica delle armi e si registrano significativi incrementi di spesa nei bilanci di molti Paesi. In diverse regioni del mondo, soprattutto quelle più povere, l’aumento della spesa militare si ripercuote a livello sociale. La tendenza al rialzo è significativa dove le gerarchie militari rappresentano l’élite politica. I conflitti stravolgono poi l’economia mondiale con effetti che si espandono oltre i confini geografici dei territori scossi dalla guerra. In questo ultimo periodo aumenti significativi della spesa militare sono stati determinati dai conflitti, in particolare, in Ucraina e in Medio Oriente.

Leone XIV: il mondo non si salva affilando le spade ma nel perdono

Nella Solennità di Maria Madre di Dio, il Papa presiede la Messa nella Basilica vaticana e, all’inizio del nuovo anno, incoraggia a vivere “liberi e portatori di libertà”.

Il primato degli Stati Uniti

La spesa militare più alta al mondo è quella degli Stati Uniti: ha raggiunto circa 997 miliardi di dollari nel 2024, pari al 37% del totale globale e al 66% della spesa Nato. Si concentra su tecnologie militari avanzate, caccia stealth, missili di precisione e sistemi di difesa aerea. Oltre agli Stati Uniti, i Paesi con le più alte spese militari al mondo sono Cina, Russia, Germania e India. 

Economie di guerra

In Russia le spese militari pesano per il 38% del bilancio, un livello mai così alto dai tempi dell’Unione Sovietica. Riguardano soprattutto missili, munizioni di artiglieria e droni e il potenziamento della produzione di carri armati. Sull’altro fronte l’Ucraina spende circa il 31% del suo Pil per la difesa. Riceve inoltre aiuti militari da vari Paesi. La spesa di Kyiv è focalizzata in armi moderne e avanzate e soprattutto su sistemi di difesa aerea. In Israele la spesa militare è drasticamente aumentata con un incremento, nel 2024, del 65%. L’equipaggiamento militare israeliano comprende una vasta gamma di armamenti, tra cui mezzi corazzati, artiglieria, missile, aeroplani, elicotteri.

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L’Europa

Anche in Europa la corsa al riarmo è in forte ascesa. In Germania la spesa militare, in crescita, riguarda soprattutto gli ambiti dei carri armati, dei sistemi missilistici e delle tecnologie avanzate. I piani prevedono oltre 1000 miliardi di euro entro il 2029. La Polonia è intenzionata a raddoppiare le forze armate e a costruire un arsenale significativo con armamenti moderni e aerei da combattimento. Varsavia ha aumentato drasticamente la spesa militare, raggiungendo circa il 4.5-5% del Pil nel 2024-2025. In Italia la spesa militare nel 2025 ha superato i 30 miliardi di euro ed è in costante aumento per l’ammodernamento tecnologico e sistemi d’arma per esercito, marina e aeronautica. La Spagna ha recentemente annunciato l’aumento di due miliardi della spesa militare. Nel 2018, ha detto in una intervista la ministra della Difesa Margarita Robles Fernandez, “la spesa per la difesa era pari solo allo 0,9% del Pil” mentre ora “stiamo mettendo a frutto le nostre capacità”.

L’Asia

In Cina la spesa militare è focalizzata su missili ipersonici, missili balistici strategici nucleari, droni avanzati (aerei, terrestri, sottomarini) e tecnologie emergenti come sistemi laser ed elettromagnetici. La Cina è il secondo Paese al mondo per spesa militare, con un budget che ha superato i 300 miliardi di dollari nel 2023-2024. La spesa militare della Corea del Nord è altamente sproporzionata rispetto al suo Pil. Mantiene una delle più grandi forze armate del mondo (oltre 1,2 milioni di soldati attivi) con ingenti investimenti in artiglieria pesante, sottomarini e programmi missilistici. In Corea del Sud la spesa militare è in costante aumento, attestandosi intorno ai 48 miliardi di dollari negli ultimi anni con previsioni che indicano un’ulteriore crescita. In Giappone, nonostante leggi estremamente restrittive sugli armamenti, si sta pensando ad un cambio di politica in questo settore. E l’industria del Paese che ha conosciuto l’orrore provocato dalla bomba atomica si prepara ad entrare nel mercato mondiale delle armi.

L’Africa

Armi o sviluppo? La domanda interpella molti governanti dell’Africa dove nel 2024 la spesa militare ha raggiunto i 52,1 miliardi di dollari, con un aumento del 3% rispetto all’anno precedente. Il Sud Sudan, pur essendo un Paese alle prese con grandi bisogni di sviluppo, ha registrato un forte aumento della spesa militare. Aumenti significativi delle spese militari si registrano anche nella Repubblica Democratica del Congo, Algeria e Tunisia. La spesa militare, nel Continente, è alimentata soprattutto dai conflitti che lacerano varie regioni e dalla presenza di organizzazioni terroristiche.

Sud America

La spesa militare in America Latina si lega anche a piani per contrastare la violenza e l’insicurezza interna di alcuni Paesi. In Brasile si aggira intorno ai 21 miliardi di dollari. Il Paese ha un esercito numeroso e importa armi principalmente da Stati Uniti, Austria e Italia. In Colombia la spesa militare rappresenta circa il 3 per cento del Pil ed è destinata in particolare alla sicurezza interna. In Messico la spesa militare è in crescita: ha raggiunto raggiungendo quasi 12 miliardi di dollari nel 2023, con un aumento significativo rispetto agli anni precedenti, principalmente per contrastare la violenza criminale.

Leone XIV: inauguriamo un’epoca di pace

All’Angelus, il primo del 2026, il Papa esorta ad assumere lo stesso stile di Dio: convertire il cuore.

Investire nella pace

Anche in altri Paesi e regioni del mondo si considera il riarmo una necessità. Il mondo invece ha bisogno di altro: si deve investire nella crescita dell’uomo, non nella sua distruzione. La pace non si deve difendere con le armi ma si deve costruire quotidianamente con il dialogo, con la reciproca conoscenza. La principale e prioritaria “spesa” per la pace, del resto, è un investimento gratuito: la fiducia nell’altro da vedere come un fratello. Uno sguardo, questo, invocato in molte occasioni dai Papi ricordando pagine di Vangelo. Ma investire nella pace è un prezzo, evidentemente, troppo alto da pagare se non si riesce a mettersi nei panni del prossimo che si continua, spesso, a considerare solo un nemico. È necessario allora cambiare il proprio sguardo, aprire il proprio cuore. È questo cambio dei passo che interpella in particolare i governanti.Il Signore – ha detto Leone XIV all’Angelus del primo gennaio 2026 – ci invita a rinnovare il nostro tempo, inaugurando finalmente un’epoca di pace e amicizia tra tutti i popoli”.