Nello sport o si vince o si perde. Ma a volte si perde come se si fosse vinto. È quello che è successo all’Apu Old Wild West Udine, caduta di un solo punto sul campo dell’Olimpia Milano al termine di una partita epica, decisa da una tripla di Brooks allo scadere: 85-84.

Fa male, eccome. Perché Udine aveva avuto il match point con una tripla irreale di Mirza Alibegovic a 2 secondi dalla fine, e prima ancora aveva visto scivolare via la vittoria sui due liberi sbagliati da uno straordinario Calzavara. Ma la delusione dura poco: il mondo Apu esce dall’Allianz Cloud con un sorriso enorme. I bianconeri hanno dimostrato di stare in Serie A con due piedi ben piantati a terra.

Davide contro Golia, ma senza paura

Per dare l’idea del livello della sfida: Milano, 31 scudetti e un budget da circa 40 milioni, ha lasciato fuori per turnover o infortunio Tonut, Brown, Booker, Sestina e l’ex Diop. Udine, invece, ancora senza due americani e con Christon e Bendzius a corrente alternata, ha giocato alla pari contro una corazzata da Eurolega.

Eppure, fin dall’inizio, l’Apu difende, lotta, gioca con personalità. Ikangi è un leone, la squadra segue Vertemati, il primo quarto è una dichiarazione d’intenti: 21-15 per Udine. Lo spicchio bianconero canta, si sente solo quello. Groppo in gola per chi ha visto questa squadra partire dai bassifondi del basket.

Cuore, difesa e carattere

Milano rientra con il talento di Shields, Nebo e Leday, ma Udine non arretra. All’intervallo è ancora avanti: 40-39. Nel terzo quarto l’Olimpia prova a scappare, ma Calzavara va on fire, Alibegovic si prende responsabilità da veterano di Serie A e l’Apu resta incollata alla partita con una difesa di altissimo livello.

Nel finale succede di tutto: sorpassi, controsorpassi, liberi pesantissimi, decisioni arbitrali contestate, ma Udine non molla mai. Mirza Alibegovic gioca una partita monumentale (18 punti, leader vero), Christon trova il pareggio, Spencer lotta contro giganti.

Poi il dramma sportivo: Milano sotto di due, Alibegovic segna una tripla irreale a 2” dalla fine. Sembra fatta. Ma Brooks inventa l’ultimo tiro, la sirena suona, l’Olimpia vince.

Sconfitti, ma più forti

Finisce così. Con rabbia, rammarico e anche orgoglio. Perché questa Apu ha dimostrato di meritare il palcoscenico, di poter competere, soffrire, crescere. E domenica, battendo Cremona, potrebbe arrivare anche il premio: le magnifiche otto di Coppa Italia.

Hanno vinto loro sul tabellone. Ma Udine ha vinto sul campo della credibilità.