Bologna, 4 gennaio 2026 – Almeno 500 persone hanno partecipato alla veglia per Giovanni Tamburi, il 16enne bolognese morto a Crans-Montana nell’incendio del bar-discoteca ‘Le Constellation‘.
Tantissimi i giovani, la maggior parte provenienti dal liceo Righi nel quale studiava il giovane: una folla di abbracci addolorati e lacrime si è radunata nella chiesa di Sant’Isaia, rispondendo alla chiamata di don Vincenzo Passarelli, ex insegnante di religione del ragazzo. E’ stato reso noto, poi, che i funerali di Giovanni si terranno nella cattedrale di San Pietro probabilmente mercoledì alle 11.
Amici, familiari e compagni di classe, ancora “increduli” di fronte a quella che tutti definiscono una “terribile perdita”. In prima fila, durante la veglia, la sorella maggiore, Valentina Tamburi, e sua nonna Letizia Sassoli de Bianchi, entrambe in lacrime. Un incidente, hanno detto, “che è stata una fatalità, ora il dolore è insopportabile”.
“L’ho allevato insieme con l’altra nonna – ha ricordato Letizia – ci diceva sempre: ‘Come farò quando non ci sarete più’?”.
La famiglia, come ha ricordato anche il 21enne Filippo Battaglia, amico del fratello maggiore di Giovanni, venuto da Ravenna, “ha combattuto e ha sperato, pregato per giorni: sono cose che non devono più succedere, è stata una tragedia immane, l’agonia e il limbo di un lutto ambiguo, tra la la certezza di avere un figlio che magari non c’è più e la speranza di rivederlo, invece, in ospedale”. “Ora – ha aggiunto Valentina alla fine della veglia – è una parola di supporto alle altre famiglie” delle vittime della strage di Crans-Montana.
«Giovanni era proprio un bel tipo. Sempre sorridente, ma in maniera intelligente. Molto educato, simpatico. Le mie lezioni sono per lo più dialoghi esistenziali, in cui cerco molto l’interazione. E quando Giovanni interveniva, non lo faceva sempre, lasciava sempre il segno. Le sue erano parole non scontate, originali”. ha ricordato invece don Vincenzo Passarelli, che ha avuto Giovanni come alunno nell’ora di religione al liceo Righi per due anni, in prima e seconda. “Giovanni era se stesso. Ero contento quando alzava la mano, perché insieme a qualche altro era quello che dava i contributi più originali. «Da uomo di fede, sono sicuro sia in Paradiso – ha aggiunto don Passarelli – ma è per chi rimane, genitori, amici, che c’è lo strazio”.
L’affetto dei compagni di scuola
Proprio i suoi compagni di scuola hanno riempito la chiesa del centro, stasera, ricordando il giovane come “un ragazzo pieno di vita, solare e socievole”. A dirlo è Mattia, coetaneo di Giovanni, insieme all’amico Francesco, entrambi studenti del Righi. “All’uscita da scuola era sempre il primo a venire a salutare, a chiedere come si stava: era sensibile e gli piaceva fare festa, divertirsi. Era appassionato di moto, ultimamente ci raccontava sempre che voleva comprarne una nuova, quali pezzi gli piacevano. È difficilissimo pensare che non c’è più”.

La vicinanza dell’arcivescovo Matteo Zuppi ai familiari
L’arcivescovo Zuppi: “Adesso c’è solo preghiera”
Una veglia molto partecipata, alla presenza del cardinale Matteo Zuppi. “Ora c’è solo preghiera, affidata al ministero della vita. Vita che è talmente incomprensibile e inaccettabile, che soltanto il ministero di Dio ci aiuta a capire, a vedere una luce in qualcosa che altrimenti è soltanto buio – sottolinea l’arcivescovo che ha partecipato al momento di preghiera organizzato nella chiesa di Sant’Isaia per Giovanni –. Accompagniamo con la preghiera e con tanta compartecipazione al dolore, e anche con tanta solidarietà, tanta comunità. Una tragedia come questa crea e fa vedere tanta rete di rapporti, di vicinanza. Giovanni era un ragazzo che tutti ricordano come molto gentile”.
La preghiera qui è per lui ma “per tutti, tutti quanti. Le lacrime sono tutte uguali. La sofferenza è per tutti. Se ce lo ricordassimo sempre forse il mondo sarebbe un po’ migliore. Una partecipazione per tutte le vittime e per tutti i familiari che muoiono un pò con la morte dei loro cari”.

La chiesa affollata durante il momento di preghiera
Domani l’arrivo della salma in città
Avverrà intanto domani il rimpatrio di 5 delle 6 salme dei giovani italiani morti nell’incendio di Crans-Montana. Lo rende noto la Farnesina, chiarendo che il corteo funebre partirà dal Centro funerario di Sion per procedere verso l’aeroporto militare della stessa città dove le salme saranno imbarcate su un volo C130 dell’Aeronautica Militare. Le cinque salme partiranno alle 11. Da Sion l’aereo arriverà a Milano Linate alle 11,50 da dove quattro salme saranno trasferite a Milano, Bologna e Genova via terra. L’aereo proseguirà poi per Roma Ciampino dove arriverà nel pomeriggio.