Lorenzo Delli


SwitchBot onero H1: cos’è e come funziona il primo robot umanoide di SwitchBot

SwitchBot ha costruito la sua reputazione negli anni con prodotti molto concreti: robot aspirapolvere, serrature smart, accessori per automatizzare la casa e una piattaforma di domotica sempre più ampia. Al CES 2026, però, l’azienda ha mostrato un cambio di passo netto presentando onero H1, il suo primo robot umanoide, segnando un allontanamento deciso dai dispositivi a funzione singola che l’hanno resa popolare.

Con onero H1, SwitchBot prova a spostare il discorso dalla semplice automazione alla robotica domestica vera e propria. Non parliamo di un prodotto nato per svolgere un solo compito, ma di una piattaforma basata su intelligenza artificiale incarnata, progettata per muoversi, percepire l’ambiente e interagire con gli oggetti di casa in modo flessibile, lavorando anche in sinergia con l’ecosistema SwitchBot già esistente.

Cos’è SwitchBot onero H1 e perché è diverso dagli altri robot domestici

SwitchBot definisce onero H1 come il suo primo robot umanoide general purpose, un progetto che non nasce per sostituire un singolo dispositivo ma per affrontare il problema più ampio delle faccende domestiche.

L’obiettivo dichiarato non è automatizzare un compito specifico, ma provare a ridurre il lavoro manuale quotidiano attraverso un sistema capace di adattarsi a contesti diversi.

A differenza dei robot domestici tradizionali, che svolgono funzioni ben delimitate come aspirare, lavare o monitorare, onero H1 non è vincolato a un ruolo preciso. SwitchBot lo presenta come una piattaforma in grado di apprendere, adattarsi e collaborare con altri dispositivi, seguendo una logica più vicina alla robotica umanoide che alla classica smart home.

Questo approccio rappresenta un cambio netto rispetto alla storia dell’azienda. Fino a oggi SwitchBot ha costruito il proprio ecosistema su dispositivi specializzati, ciascuno progettato per un’azione ben definita. Con onero H1, invece, il focus si sposta su un sistema unico che può operare in più scenari domestici, coordinandosi con i robot e gli accessori già presenti in casa.

Secondo la visione di SwitchBot, è proprio questa capacità di lavorare trasversalmente tra più attività a rendere onero H1 “accessibile”, non tanto per il prezzo, quanto per l’idea di fondo.

Un robot che non richiede di ripensare la casa attorno a lui, ma che si inserisce in un ambiente domestico reale, fatto di oggetti diversi, spazi condivisi e situazioni non sempre prevedibili.

Come funziona onero H1: embodied AI, percezione e capacità fisiche

Alla base di onero H1 c’è il concetto di embodied AI, ovvero un’intelligenza artificiale progettata per funzionare insieme a un corpo fisico e non separata da esso. Questo significa che il robot non si limita a eseguire comandi, ma costruisce una comprensione dell’ambiente combinando percezione visiva, profondità e feedback tattile, elementi fondamentali per operare in uno spazio domestico reale.

Dal punto di vista hardware, onero H1 utilizza un sistema di percezione visiva avanzata basato su più fotocamere Intel RealSense, posizionate su testa, braccia, mani e addome. Questa configurazione permette al robot di riconoscere oggetti, valutarne la posizione nello spazio e adattare i movimenti in base a distanza, orientamento e interazioni fisiche, invece di affidarsi a traiettorie predefinite.

La parte di controllo e apprendimento è affidata al modello OmniSense VLA, eseguito direttamente on-device. Questo approccio consente a onero H1 di reagire in tempo reale alle variazioni dell’ambiente domestico, migliorando l’affidabilità nelle azioni che richiedono contatto, come afferrare, spingere, aprire o organizzare oggetti. La capacità di apprendere da situazioni diverse è uno degli aspetti centrali della visione di SwitchBot per la robotica domestica.

Un altro elemento chiave sono i 22 gradi di libertà, che definiscono quanta flessibilità ha il robot nei movimenti di braccia, mani e corpo. In termini pratici, questo si traduce in movimenti più naturali e in una maggiore precisione quando deve interagire con oggetti di forma, peso e consistenza diversi, un requisito fondamentale per operare in ambienti non strutturati come una casa.

onero H1 nell’ecosistema SwitchBot e la visione Smart Home 2.0

Uno degli aspetti centrali di onero H1 è la sua integrazione con l’ecosistema SwitchBot già esistente. Il robot non è pensato come un elemento isolato, ma come un nodo attivo capace di coordinarsi con i dispositivi per la casa che SwitchBot ha sviluppato negli anni, dai robot specializzati agli accessori per l’automazione domestica.

Secondo SwitchBot, questa integrazione permette a onero H1 di operare in ambienti già configurati, sfruttando dati, stati e automazioni presenti in casa. In questo modo il robot può inserirsi in flussi domestici reali, lavorando insieme ad altri dispositivi invece di duplicarne le funzioni. È un approccio che riflette l’idea di Smart Home 2.0, dove percezione, ragionamento e azione non sono separati, ma distribuiti tra più elementi dell’ecosistema.

In questo contesto, onero H1 rappresenta l’evoluzione del percorso di SwitchBot: dai singoli dispositivi controllati tramite app a un sistema capace di comprendere l’ambiente e intervenire in modo più autonomo. La robotica umanoide diventa così un’estensione naturale della domotica, non un’alternativa che richiede di ripensare completamente la casa.

Per quanto riguarda prezzo e disponibilità, SwitchBot ha confermato che onero H1 e i suoi bracci robotici A1 saranno disponibili per il pre-ordine sul sito ufficiale, ma al momento non sono state comunicate né date precise né informazioni sui costi.

Un dettaglio che conferma come il progetto sia ancora in una fase di introduzione graduale, coerente con l’ambizione e la complessità del prodotto.

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