di
M. Jat.
Guarguaglini, ex ad e presidente di Finmeccanica (oggi Leonardo), guidò l’espansione del gruppo tra successi industriali e inchieste
«Poco fa Pier Francesco Guarguaglini, straordinario manager di Stato, l’uomo che ha reso grande Finmeccanica, l’attuale Leonardo, ha lasciato questo mondo ed i suoi cari». Con queste parole Guido Crosetto, ministro della Difesa, ha annunciato su X la scomparsa della figura centrale e controversa del capitalismo pubblico italiano. «Era un uomo di intelligenza straordinaria e di visione. Era un amico. Ci mancherà», ha aggiunto Crosetto.
L’ingresso in Finmeccanica
Nato a Firenze nel 1939, ingegnere elettronico, Guarguaglini ha legato il proprio nome a Finmeccanica, il grande conglomerato pubblico dell’aerospazio e della difesa oggi ribattezzato Leonardo. Entrato nel gruppo negli anni Settanta, ne ha scalato progressivamente i vertici fino a diventarne amministratore delegato nel 2002 e poi presidente, incarnando per quasi un decennio il volto del potere industriale statale italiano sui mercati globali.
I successi
Sotto la sua guida, Finmeccanica ha rafforzato la propria presenza internazionale, puntando su elicotteri, elettronica per la difesa, sicurezza e spazio. È stata una stagione di grandi ambizioni, in cui il gruppo veniva indicato come uno dei campioni nazionali capaci di competere con i colossi americani ed europei, sostenuto da una fitta rete di relazioni istituzionali e diplomatiche.
Le inchieste giudiziarie
Ma quegli stessi anni sono stati segnati anche da una lunga e complessa stagione di inchieste giudiziarie. Tra la fine degli anni Duemila e l’inizio del decennio successivo, Finmeccanica fu travolta da indagini su presunti episodi di corruzione internazionale, fondi neri e false fatturazioni legate a forniture militari all’estero. Vicende che portarono alle dimissioni di Guarguaglini nel 2011 (con una buona uscita di 5,5 milioni di euro) e che, pur con esiti giudiziari differenziati negli anni successivi, contribuirono a incrinare l’immagine del gruppo e ad aprire una fase di profonda ristrutturazione.
L’uscita di scena di Guarguaglini segnò la fine di una stagione del capitalismo pubblico italiano, in cui le grandi partecipate statali erano insieme strumenti di politica industriale, leve di politica estera e terreno di scontro giudiziario e mediatico.
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5 gennaio 2026 ( modifica il 5 gennaio 2026 | 08:49)
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