di
Massimo Nava

Sofia Goggia si allena in Val di Fassa a un mese dalle Olimpiadi: «Rendo solo quando sono serena»

PASSO SAN PELLEGRINO – «Quattro giri da un minuto e venti di superG, neve bellissima, molto aggressiva, condizioni eccellenti». È soddisfatta Sofia Goggia dopo l’allenamento sulla Volata, la famosa pista al Passo di San Pellegrino in Val di Fassa, dove si sta preparando ai Giochi di Milano-Cortina. Oggi saranno test di discesa, poi di gigante, in un’area sciistica che la campionessa bergamasca considera «una seconda casa». «È un nostro abituale centro di allenamento. Siamo ospitati con calore, le piste sono preparate apposta per noi, nonostante l’affluenza turistica molto alta», spiega. Il sindaco di Moena, Alberto Kostner, apprezza la gratitudine della campionessa.

Una che ha in bacheca quattro Coppe del Mondo di discesa, due medaglie olimpiche (oro e argento) e altre due mondiali (argento e bronzo) rinnova grazie alla cura dei dettagli la promessa di migliorarsi ancora di più in vista del traguardo più ambito, una medaglia nella sua Cortina. «Già, Cortina. È il posto del cuore, ci penso quando salgo sulla vecchia seggiovia a tre posti per raggiungere le Tofane e prepararmi alla discesa libera. È lenta, la mattina presto, il sole sorge, illumina di riflessi arancioni le vette. Dicono che il Pelmo è la montagna dove Dio si riposò dopo avere creato tanta bellezza. Cortina è poesia, un luogo che mi emoziona sempre». Poesia? Sofia ne ha scritta una, dedicata al Pelmo. La vena artistica è una nota meno conosciuta della sua personalità, al di fuori del circo bianco. Sofia ama la musica, suona il pianoforte («in verità, strimpello»), studia per preparare la tesi di laurea del corso di scienze politiche alla Luiss-Guido Carli. Un tema quanto mai d’attualità: «Soft power e propaganda nella storia delle Olimpiadi, dall’antica Grecia ai giorni nostri». È sorridente e disponibile, mentre indossa la tuta, firma autografi ai tanti ragazzi in coda alla stazione della funivia.



















































Alle Olimpiadi manca poco più di un mese, esattamente trentadue giorni.
«Ma non ci sto pensando troppo. Sono molto serena, anche perché ci sono tanti appuntamenti di Coppa del Mondo prima dei Giochi. Ho imparato a dominare la pressione, ci pensavo molto di più all’inizio della stagione. La mia vera gara è fuori dal cancelletto e dalla linea rossa del traguardo, in pista rendo se sono serena dentro, come persona, oltre ovviamente al duro lavoro fisico per essere al top come atleta».
 
Qual è il segreto? Dove trova la forza di cercare nuovi stimoli dopo tanti successi e anche tanti infortuni?
«Il connubio vincente è il benessere mentale e fisico. In carriera mi è capitato di esserci con il corpo e non esserci di testa e così avere reso molto poco. Al contrario, mi è capitato di non essere in condizioni perfette, ma di avere ottenuto molto con la testa. La testa conta molto».
La serie di terribili infortuni, con ossa «ridotte a un pacchetto di crackers messo sotto i libri» avrebbe steso chiunque. Non la regina Sofia, 33 anni nel segno dello Scorpione. Ci sono stati momenti durissimi, con il pensiero fisso a una carriera che poteva essere finita. E ogni volta si è ripresa per vincere ancora. Dopo una preparazione durissima e grandi sacrifici, gli stessi che sta sopportando Federica Brignone, anche lei impegnata in un allenamento pieno di speranze sulla Volata. Per Sofia è stato decisivo il lavoro interiore, la convinzione di potercela fare.

È vero che è stato importante l’incontro con Roberto Baggio, anche lui capace di riprendersi dopo tanti infortuni?
«Lavorare sulla mente fa molto bene, fa stare bene con se stessi e fa stare bene in mezzo agli altri. Non sono giochi di parole. Quello con Baggio è stato un incontro importante, ero in un periodo molto buio della mia carriera. Gli chiesi di incontrarlo perché sapevo quanto fosse stato martoriato da tanti infortuni e avevo bisogno di comprendere le sue motivazioni interiori per riprendersi. Sono andata a casa sua, ci siamo parlati… Ero convinta che gli infortuni fossero il prodotto di conflitti interiori, dovevo parlare con chi potesse capirmi».
Baggio ascoltò le sue riflessioni, poi le fece una battuta rimasta negli annali: «Decidi per te stessa, il resto sono solo grandi seghe mentali».
 
Siamo circondati dalla bellezza, il cielo azzurro intenso incornicia la conca di vette dolomitiche. È però impossibile scacciare il pensiero della strage avvenuta a Crans-Montana, un altro paradiso degli sport invernali. Sembra che per molti giovani sciare e ballare siano diventati una cosa sola…
«Crans-Montana è stato un evento terribile per quei ragazzi e per chi si porterà dentro il dolore per tutta la vita. Ho letto dei problemi di sicurezza, ma non sono la persona più adatta per commentare. Non vedo una connessione fra sci e discoteche. Questi ragazzi andavano a divertirsi a Capodanno, come milioni di ragazzi nel mondo…».

Dicono che avrebbe voluto essere lei la portabandiera ai Giochi di Milano-Cortina.
«Rispetto la scelta del presidente del Coni, Buonfiglio, c’erano tanti atleti meritevoli, io ho già avuto la mia occasione nel 2022».
A Cortina Sofia ha vinto quattro volte, la poesia l’aveva scritta alla vigilia di una discesa, poi dominata: «Sei l’alba che ci riempie gli occhi di bellezza e ci toglie le parole di bocca. Sei il brivido dello schüss e sei la gioia con cui scendiamo la mattina presto dal canalone; che libertà. Sei la bellezza dell’eterno in quello che è il capolavoro di Dio; leggenda vuole che, dopo averti creato, si adagiò sul monte Pelmo per riposarsi…».

5 gennaio 2026