di
Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Dopo un lieve calo, le tariffe tornano a salire nell’ultimo semestre. Pesano i sinistri con colpa del 2025 e l’aumento al 12,5% dell’imposta su assistenza stradale e infortuni

C’è un numero che a gennaio pesa come un semaforo rosso alle otto del mattino: 629,24 euro. È il premio medio dell’Rc auto a dicembre 2025, fotografia nitida di un mercato che finge calma e intanto stringe i bulloni. Per oltre 500 mila automobilisti, però, il conto del 2026 non sarà una media ma una sorpresa amara: un sinistro con colpa nel 2025 basta a far scivolare la classe di merito e a far salire la polizza. La matematica dell’assicurazione non perdona, soprattutto quando il passato recente bussa alla porta.

A dirlo è l’osservatorio di Facile.it: negli ultimi sei mesi le tariffe sono risalite dell’1,51%, pur restando più basse rispetto a un anno fa (–2,27%). Tradotto: non è un ritorno alle impennate del passato, ma il trend ha invertito la freccia. E l’anno nuovo arriva con un doppio volto, come Giano: una mano accarezza, l’altra trattiene.



















































A gennaio l’imposta su assistenza stradale sale al 12,5%

«Il 2026 si apre con segnali positivi», spiega Andrea Ghizzoni, managing director insurance di Facile.it. La frequenza dei sinistri cala, e questo dovrebbe aiutare a stabilizzare i prezzi. Ma, subito dopo, arrivano le nubi: il costo medio dei sinistri resta elevato e, soprattutto, dal primo gennaio l’imposta su alcune garanzie accessorie — assistenza stradale e infortuni del conducente — sale al 12,5%. Una tassa che non fa rumore, ma si fa sentire.

Calano i sinistri

Il quadro generale dice che nel 2025 solo l’1,54% degli automobilisti ha dichiarato un sinistro con colpa, in calo del 14% sull’anno precedente. Bene, verrebbe da dire. Poi si scende nel dettaglio e l’Italia torna a essere un mosaico. In Liguria la percentuale sale al 2,06%; seguono Marche (2,01%) e Sardegna (1,96%). All’altro capo della classifica Calabria (0,89%), Basilicata (1,20%) e Friuli-Venezia Giulia (1,22%), dove la statistica sembra guidare con il freno a mano ben tirato.

Fermo in cima alla classifica negativa

Ancora più impietosa la lente provinciale. Fermo guida la graduatoria con il 2,84% di sinistri con colpa denunciati, davanti a Imola (2,54%) e Cagliari (2,53%). Dall’altra parte Vercelli (0,51%), Pordenone (0,59%) e Reggio Calabria (0,65%): province dove l’assicurazione, per una volta, tira un sospiro di sollievo.

Donne e anziani le categorie con più sinistri

C’è poi l’identikit di chi pagherà di più: le donne superano gli uomini (1,74% contro 1,42%), mentre anche l’età incide: la fascia 35–44 anni è la più virtuosa (1,23%), mentre la curva sale con gli anni fino al 2,24% degli over 75. E il lavoro? Gli agenti di commercio svettano (3,51%), anche perché sono spesso per strada, seguiti da pensionati (1,86%) e impiegati (1,82%). Non è una colpa, è una statistica: più chilometri, più occasioni.

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5 gennaio 2026