di
Carlotta Lombardo
Blocco dei trasporti per l’escalation delle tensioni regionali tra Yemen, Emirati Arabi e Arabia Saudita ma i turisti sarebbero al sicuro
Prigionieri in una delle isole più belle al mondo. Un gruppo di 650 turisti internazionali, tra i quali poco meno di un centinaio di italiani, è bloccato a Socotra, l’arcipelago di 4 isole nell’oceano Indiano dai grandi «alberi di drago» e specie animali impossibili da vedere altrove. Lo spazio aereo di questo remoto e affascinante paradiso terrestre, che dal punto di vista amministrativo fa parte dello Yemen (si trova a circa 340 km a sud-est dello Stato a cui appartiene), è stato chiuso a causa dell’escalation delle tensioni regionali degli ultimi giorni, in particolare tra Yemen, Emirati arabi ed Arabia Saudita, portando alla cancellazione di tutti i voli di rientro.
Tra i turisti bloccati sull’isola, ci sarebbe un gruppo di almeno cinque friulani (Angela Tirelli, 59 anni, di Mortegliano; Cinzia Gori e il marito Amato De Monte – ex direttore della Sores e del reparto di anestesia dell’ospedale di Udine – sull’isola dal 28 dicembre; un udinese, un’amica di Cordenons, una di Rovereto e una quinta persona della provincia di Torino) e due ferraresi, che, nonostante la situazione, sembrano comunque essere al sicuro. La principale preoccupazione ruota infatti attorno al fatto di non avere notizie ufficiali su quando sarà possibile ripartire, così come era già successo a quindici connazionali nel maggio 2024, sempre nella stessa località. L’isola, lontana, difficile da raggiungere, è completamente isolata dal resto del mondo. L’unico collegamento disponibile è quello della compagnia Air Arabia, con partenza da Abu Dhabi. Sospeso però a tempo indeterminato.
Socotra è al centro dell’attenzione degli Emirati Arabi Uniti (EAU) (interessati alla sua posizione strategica tra le vie navigabili del Golfo, l’Africa e l’Asia) fin dallo scoppio della guerra civile in Yemen nel settembre 2014. Un’intensa e sanguinosa guerra che ha portato il gruppo armato degli Houthi, alleati dell’Iran dal marzo 2015, a controllare un’ampia porzione del territorio, risparmiando Socotra. Benché estranea alla guerra civile in Yemen, l’isola risente però dell’escalation di tensioni tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti sul sostegno a gruppi separatisti nel sud dello Yemen e del collasso delle istituzioni yemenite negli ultimi dieci anni: a fornire alla popolazione, composta da circa 43mila persone, aiuti umanitari, cibo, acqua e medicine da anni ci pensano i vicini Emirati Arabi Uniti, che organizzano una volta alla settimana un volo da Abu Dhabi ad Hadibu, la più grande città dell’arcipelago.
I turisti bloccati provengono da tutto il mondo. Sono italiani, polacchi, lituani, tedeschi e cinesi. E nessuno, al momento, riesce a ripartire. Prigionieri dell’isola tropicale considerata un paradiso naturale per le specie animali e vegetali autoctone uniche al mondo (si stima che il 90% delle varietà di rettili, il 95 delle lumache terrestri e il 37 delle piante che si trovano lì non esistano altrove) e una delle maggiori biodiversità al mondo (per questo, dichiarata Patrimonio Unesco e trasformata in un parco nazionale protetto) ma con infrastrutture minime, acqua spesso non potabile e pochi hotel, assai modesti.
Al momento, per i turisti bloccati, l’unica opzione potrebbe essere quella di imbarcarsi su una nave cargo destinata all’Oman, Paese non coinvolto in queste tensioni. Scelta, questa, non semplice e difficilmente praticabile. Non resta che l’attesa, nella speranza che la situazione si sblocchi al più presto.
5 gennaio 2026 ( modifica il 5 gennaio 2026 | 13:19)
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