di
Michele Farina

Oggi per l’ex presidente e la first lady è prevista la prima apparizione in tribunale

È arrivato col cappellino di lana e le ciabatte ai piedi, calze bianche e manette, allacciato a un agente anti-droga della Dea (Drugs Enforcement Administration) e seguito dalla moglie Cilia Flores, che non amava definirsi first lady ma «primera combatiente». Il Metropolitan Detention Center (MDC), l’unica prigione federale di New York da quando hanno chiuso la «filiale» di Manhattan (dove fu trovato morto in cella il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein), sta nel quartiere di Sunset Park a Brooklyn, sulla 29esima Strada, tra il porto e l’autostrada. Un casermone con 1.336 detenuti (senza contare i topi), uomini e donne in massima parte in attesa di processo.

«Condizioni pericolose e barbariche»

Se qualcuno la chiama «la Guantanamo di New York» una ragione ci sarà. Nel 2019, quando l’MDC rimase per una settimana senza luce e senza riscaldamento con temperature sotto zero, l’ex guardia Cameron Lindsay disse che era «il centro peggiore» gestito dal Bureau of Prisons in tutto il Paese. Nel settembre 2024 fu deciso di non mandarci più i condannati a scontare la pena, dopo che un giudice federale aveva minacciato di cancellare una sentenza per «le condizioni pericolose e barbariche» del penitenziario. Nello stesso mese, il rapper Sean «Diddy» Combs veniva incarcerato nella Special Housing Unit in zona Parco del Tramonto. 



















































Celle di passaggio

Forse è l’Unità Speciale dove ha trascorso la prima notte di galera il Gallo spennato di Caracas, che questa mattina (l’ha annunciato il segretario di Stato Marco Rubio) sarà condotto con la moglie in tribunale per la formulazione delle accuse a loro carico. L’MDC fa notizia come prigione «di passaggio» per detenuti «eccellenti». Da lì in oltre 30 anni sono transitati in tanti: Sam Bankman-Fried, che sconta in California una condanna a 25 anni per frode (il collasso della FTX); Vincent Basciano, boss della famiglia Bonanno; il cantante R. Kelly e l’ex avvocato di Donald Trump Michael Cohen (che vi fu trasferito nel 2021 per l’emergenza Covid). In una cella dell’MDC vive da oltre un anno Luigi Mangione, accusato dell’omicidio di Brian Thomson, Ceo di una compagnia di assicurazioni sanitarie. A Sunset Park sono stati imprigionati famigerati boss del narcotraffico come El Chapo Guzman (pena di 30 anni in Colorado) e pure l’ex ministro Genaro Garcia Luna estradato dal Messico e condannato per mazzette milionarie scucite dal Cartello di Sinaloa.
Chi entra e chi esce

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Ironia della sorte per il nuovo arrivato Maduro, all’MDC ha vissuto per la durata del processo Juan Orlando Hernández, l’ex presidente dell’Honduras condannato da un tribunale di New York a 45 anni per traffico di cocaina e di armi verso gli Stati Uniti, in sostanza le stesse accuse che pendono sul capo dell’ex autista di autobus che ha retto il Venezuela dal 2013 all’altro ieri. Poco più di un mese fa Donald Trump ha graziato Hernández, che scontava la condanna in un carcere defilato della West Virginia e la cui scarcerazione era prevista nel lontano 2060.

Dopo l’11 settembre

Dove sarà Maduro tra 35 anni, quando Donald Trump presumibilmente avrà cessato di svernare a Mar-a-Lago? Di certo il Gallo Pinto, il Gallo Combattente successore di Hugo Chávez, per quella data avrà lasciato la Guantanamo di New York, così chiamata per le storie di abusi ai danni di detenuti musulmani dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Negli anni passati, diversi giudici hanno ridotto le pene dei detenuti per compensare le condizioni sopportate prima e durante il processo nella struttura di Brooklyn, una delle più affollate prigioni federali d’America.

La buonanotte

Nell’estate 2024 due detenuti furono uccisi a pugnalate. Certo l’ex leader del Venezuela avrà un trattamento riservato. Il morale potrebbe essere peggiore: sabato alla centrale della Dea a New York, in ciabatte e cappellino, ha dato la buonanotte e augurato «Happy New Year» a chi l’ha visto passare sul tappeto con la scritta «Rule of Law», al suono scattante delle macchine fotografiche. Il video diffuso da un account ufficiale della Casa Bianca, porta il titolo di «Perp Walks» (letteralmente il colpevole, o il delinquente, cammina). È la tradizionale quanto poco garantista «parata» pubblica di un imputato prima dell’udienza iniziale, pratica promossa a New York, a partire dagli anni Ottanta, per volere dell’allora procuratore di ferro (poi sindaco) Rudy Giuliani.

Da Ghislaine a Cilia

E la deposta First Lady, l’avvocata Cilia, vera regista della presidenza Maduro? Per lei nessuna «parata in manette» all’arrivo a New York. La «primera combatiente» è detenuta nella prigione del marito, in una struttura a parte che negli anni passati ha ricevuto molte critiche per la mancanza di luce solare. Certo, non saranno migliori le condizioni dei penitenziari dove sono tuttora rinchiusi i prigionieri politici e i cooperanti italiani in Venezuela. Nella sezione femminile dell’MDC ha vissuto anche Ghislaine Maxwell, condannata a 20 anni per concorso in traffico di minori. Ma la compagna di Epstein si è fatta trasferire (grazie anche all’intervento degli amici di Trump) con i suoi segreti in Florida, detenzione agevolata se non proprio dorata. Un miraggio, per i coniugi Maduro chiusi nel Parco del Tramonto.

5 gennaio 2026 ( modifica il 5 gennaio 2026 | 07:50)