È una Milano intima, autentica e misurata, quella che l’architetto Flavio Terracciano, fondatore dello studio parterre, mette in scena in questo progetto. Non una casa qualunque, ma la propria, condivisa con la moglie Francesca, psicoanalista: 75 mq di eleganza contemporanea dove la quotidianità si veste di sfumature quiete e minimali. Ci troviamo nel quartiere di Casoretto, all’interno di un edificio dei primi anni Cinquanta, in un appartamento che il restauro ha riletto con tocco sensibile e meticoloso. L’ingresso si proietta su un soggiorno fatto apposta per rilassarsi e mettersi comodi. Un invito alla lentezza che passa attraverso una palette di colori neutri, scompigliata appena da guizzi cromatici discreti ma intenzionali. Pezzi come il divano Cali di Ditre Italia e la poltrona Brutus di 101 Copenhagen si fanno interpreti di una sofisticata morbidezza, ribadita dal tappeto Jaipur Rugs.
francesca iovene
A dominare lo spazio è un volume in legno scuro a tutta altezza, disegnato su misura e realizzato da Arrital: un elemento architettonico multifunzionale e dal carattere deciso, che organizza l’ambiente e ne diventa fulcro. Sul lato rivolto al living, una panca in nicchia favorisce la relazione con l’area salotto, mentre le mensole a giorno ospitano una selezione di oggetti e opere, tra cui sculture di Marcello Silvestre. Il lato più riservato del blocco ligneo cela la cucina, introdotta visivamente da un’opera di Fabio La Fauci. Qui, ante color mandorla, pensili cannettati in pendant e superfici in Abitum panna tracciano i contorni di un ambiente compatto e raffinato, in continuità materica e cromatica con il resto della casa. Di fronte, in asse con la grande portafinestra, il tavolo circolare Dizzie di Arper e le sedute Rey di HAY parlano di una convivialità disinvolta, accentuata dalla luce gentile della FlowerPot di &Tradition, a comporre un quadro domestico dove nulla è lasciato al caso.
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Il connubio fecondo tra estetica e funzionalità che percorre l’intero progetto affiora anche dalle pareti del soggiorno, scandite da boiserie geometriche che hanno una finalità mimetica, oltre che decorativa: al loro interno sono infatti ritagliate tre porte filomuro che conducono agli ambienti privati. Ogni passaggio introduce a un’atmosfera cromatica più intensa, suggerendo una transizione graduale e d’effetto tra le diverse funzioni. Anche il bagno principale si accorda al mood della casa, grazie a finiture e tonalità calibrate con cura. Il mobile lavabo riecheggia la grande vetrata cannettata che scherma la doccia walk-in, rivestita con piastrelle Glacé di Ragno, tono su tono con pavimenti e superfici in terrazzo. Completano il layout lo studio e la master suite, su cui si distende il parquet originale a spina di pesce italiana, valorizzato dal recupero dei listelli preesistenti. Arredato con un divano letto e una parete modulare di String Furniture, lo studio ambisce ad essere un luogo versatile, bozzolo di concentrazione e creatività, ma non solo.
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La camera principale infine si raccoglie attorno a una boiserie metallica scura che incornicia il letto Twils e i comodini AM.PM, mentre un passaggio ad arco porta alla cabina armadio scolpita ad hoc. Così l’architetto incanala la propria visione in uno spazio sartoriale, coerente ed essenziale, che celebra il design, la precisione dei dettagli e la perizia artigianale, senza rinunciare mai al vero sapore di casa.
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Elisa Zagaria è un’autrice che ha trasformato in un lavoro la sua più grande passione: cercare e inventare storie. Quelle che racconta per Elle Decor, in qualità di collaboratrice freelance, hanno per protagonisti case da sogno, personalità, eventi e luoghi simbolo del nostro tempo. E poi ci sono altre storie, in forma di romanzi e soprattutto sceneggiature, che scrive per la televisione, in attesa di diventare sufficientemente ricca da potersi comprare una di quelle case da sogno.



