PADOVA – Si è sottoposto a un intervento di nove ore, un trapianto di fegato, ma Alex (nome di fantasia), 9 anni, una volta uscito dalla sala operatoria, aveva un unico desiderio per Natale: «Poter mangiare la pizza!». E per fortuna, è riuscito a realizzarlo. Un motivo per festeggiare, anche insieme a sua madre: è stata proprio lei a donargli il fegato, più precisamente il lobo sinistro. Una scelta generosa che ha regalato una vita nuova al piccolo, evitandogli mesi d’attesa che non poteva permettersi. Succede a Padova, come racconta il Corriere della Sera.
APPROFONDIMENTI
La vicenda
Nato con una malformazione congenita delle vie biliari, Alex si era già sottoposto a un altro intervento per cercare di contrastare la malattia, come racconta il professor Umberto Cilio, direttore dell’équipe di Chirurgia epatobiliare e del Centro Trapianti di fegato dell’Azienda ospedaliera di Padova. Purtroppo, non aveva avuto l’esito sperato. «L’unica soluzione era il trapianto», racconta il professor Cilio, ma i tempi di attesa non erano compatibili con il quadro clinico.
L’altra soluzione? La donazione da vivente. E la madre di Alex, con un gruppo sanguigno compatibile con quello del bambino, si è subito offerta, nonostante avesse altri quattro figli piccoli. Quindi sono stati operati in due sale operatorie separate: un robot chirurgico ha prelevato il lembo di fegato che poi è stato subito trasportato nell’altra. Il fegato è un organo che si rigenera, e il trapianto da vivente, spiega il primario, «garantisce migliori condizioni, perché l’organo di un donatore giovane e in salute è perfetto e dopo l’espianto resta in ischemia pochissimo tempo».
Il recupero è stato breve per entrambi: dopo qualche giorno che Alex ha trascorso nel reparto di Terapia Intensiva, mentre sua madre in quello di Chirurgia, mamma e figlio si sono riuniti in Pediatria. Una gioia enorme per tutta la famiglia, che, come racconta sempre Cilio, «dopo tanto penare, ci ha messo un po’ a realizzare che finalmente il piccolo sarebbe potuto tornare a una vita normale». Alex dovrà assumere farmaci immunosoppressori per tutta la vita, ma potrà vivere come tutti gli altri bambini, frequentando i suoi coetanei, ma soprattutto smettendo la dieta e finalmente mangiare tutto quello che vuole. Compresa la pizza.
Malattie del fegato: pazienti in crescita: quasi 4mila persone seguite e oltre 340 ricoveri nel 2025