Claudio Cecchetto è stato ospite a La volta buona, dove ha ripercorso la sua carriera da talent scout con la lucidità di chi ha sempre riconosciuto l’energia prima ancora del successo. «Sono uno che si annoia e quando arriva qualcuno che mi elettrizza, penso che ci sia talento», ha spiegato, sintetizzando così il suo metodo. Non solo musica, ma anche televisione e Festival: «La classifica dei cinque momenti storici di Sanremo comprende i Sanremo condotti dalle donne. Sono pochi? Sì, c’erano poche donne in tv, ma adesso ci sei anche tu, Caterina Balivo, e Giorgia, che mi piace molto come conduttrice».





Il primo incontro con Fiorello e Jovanotti

Nel racconto di Cecchetto, uno dei capitoli più emblematici riguarda Fiorello. Un incontro nato quasi per caso: «Fiorello venne in radio perché lui sapeva che da me in radio venivano belle ragazze, non perché volesse propormi qualcosa».

Poi la svolta, lontano dai microfoni: «La sera a cena si è dimostrato un mattatore. Non l’ho fatto tornare nei villaggi, aveva troppo talento, ha fatto divertire tutto il locale».

Lo stesso fiuto lo ha guidato con Jovanotti: «Ne sentivo parlare e al Disco Verde lui era in sfida contro un duo prodotto da me. Il mio duo passa e sarebbe andato direttamente a Sanremo, ma quando l’ho visto in tv ho detto ai miei collaboratori di mollare il duo e cercare Jovanotti». La conferma definitiva arriva in studio: «Il primo album in inglese, gli ho chiesto un brano in italiano e l’ha scritto in cinque minuti. Lì ho capito che era davvero un fenomeno».


Fa invece rumore un’assenza importante tra i nomi degli artisti lanciati da Claudio Cecchetto, quello degli 883, il duo composto da Max Pezzali e Mauro Repetto




Ultimo aggiornamento: lunedì 5 gennaio 2026, 16:21





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