di
Fausta Chiesa

Il rincaro è legato all’aumento della quota obbligatoria che nell’anno di immissione in consumo 2026 è salito al 12,6% rispetto all’11,7% del 2025. Che cosa sono i biocarburanti?

I prezzi dei carburanti sono saliti dal primo gennaio e questo non per una questione della rimodulazione delle accise o di rialzo delle quotazioni internazionali del petrolio (che non c’è stato). Il motivo è un altro:  l’aumento del costo di miscelazione della quota d’obbligo di biocarburanti. A quanto appreso dalla Staffetta Quotidiana da fonti di mercato, l’aumento è tra 15 e 20 euro per mille litri (1,5-2 centesimi al litro). Il rincaro è legato all’aumento della quota obbligatoria che nell’anno di immissione in consumo 2026 è salito al 12,6% rispetto all’11,7 del 2025.
Sulla base delle stime della Staffetta, la “componente bio” dei carburanti pesa per almeno 6-7 centesimi al litro sul prezzo alla pompa.

L’obbligo nella direttiva Red 

Da che cosa deriva l’obbligo? «Dalla direttiva RED (Renewable Energy Directive)- spiega il presidente dell’Unem Gianni Murano – che nel tempo ha portato a una significativa penetrazione dei biocarburanti nei combustibili tradizionali. La direttiva RED III prevede un target del 29% di quota di energie rinnovabili nei trasporti entro il 2030».  L’Italia ha fissato un obiettivo di immissione in consumo pari ad almeno il 16% di fonti rinnovabili sul totale dei carburanti entro il 2030.



















































Che cosa sono i biocarburanti

Ma che cosa sono i biocarburanti? In generale, la categoria comprende i comnustibili ottenuti dalla trasformazione di biomassa. I biocarburanti tradizionali sono ottenuti da oli vegetali attraverso la  fermentazione di materiale vegetale contenente zuccheri e amido, come il mais e la canna da zucchero. Si tratta del bioetanolo, più utilizzato come miscela alla benzina, e del biodiesel che deriva principalmente da oli vegetali o grassi animali, nel gasolio.  I biocarburanti avanzati sono ottenuti da materiali di scarto di origine organica, come residui agricoli. Il bioetanolo di seconda generazione deriva dalla fermentazione di scarti organici o alghe. Ma perché sono considerati bio? «Perché – spiega l’Unem – determinano nel loro ciclo di vita un taglio della CO2, rispetto al corrispondente prodotto fossile, variabile in funzione della materia prima utilizzata che va da un minimo del 40% a oltre l’80% per i biocarburanti avanzati».

Carburanti, salgono i prezzi per l’aggiunta della componente «bio»: +2 centesimi al litro. Che cosa sono i biocarburanti?

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5 gennaio 2026