di
Salvatore Riggio
L’ex allenatore attacca duramente gli arbitri in un’intervista a Marca, anche se poi corregge il tiro: «Prendono decisioni sbagliate perché non hanno giocato ma non vogliono ex calciatori al Var». Poi le critiche alla Spagna per il caso Barcellona-Negreira: «In Italia per molto meno Juventus in serie B»
«Gli arbitri sono una mafia». Fabio Capello, in un’intervista rilasciata a Marca, ci va giù pesante. Anche se poi, a freddo, precisa con una nota dell’ufficio stampa: «Il termine “mafia” è stato usato solo per chiarire che la classe arbitrale italiana opera come una organizzazione estremamente chiusa, che molto raramente accetta veri momenti di confronto”».
Oggetto delle critiche dell’ex allenatore, tra le altre, di Milan, Real Madrid, Roma e Juventus, era la modalità di gestione dell’arbitraggio e delle nuove tecnologie: «Non vogliono servirsi di ex giocatori per la Var, eppure loro conoscono i movimenti del calcio, il movimento che fa un giocatore per fermarsi, per aiutarsi. Molte volte gli arbitri prendono decisioni che non sono corrette perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti».
Un esempio classico sono le simulazioni: «Un giocatore viene toccato in faccia, si butta e fischiano. Ma perché fischiano? Se io sono alto 1,90 metri e l’altro è 1,75, quando lo muovo il mio braccio è all’altezza del suo viso. Tutta questa storia mi fa impazzire, assolutamente impazzire». Capello ha anche una statistica: «Con l’Uefa abbiamo analizzato 20 situazioni nelle quali sono stati fischiati rigori. Le hanno riviste ex giocatori ed ex allenatori e sei di queste erano rigore e 14 no».
Capello, 79 anni, ha anche commentato il caso Negreira. L’ex vicepresidente degli arbitri spagnoli — Enriquez Negreira — è accusato di essere stato pagato dal Barcellona fino a 7,5 milioni di euro in un periodo compreso tra il 2001 e il 2018, con i catalani che avrebbero cercato di ottenere dei vantaggi anche negli anni nei quali Capello ha vinto per due volte la Liga sulla panchina del Real Madrid. L’indagine in Spagna è ancora in corso: «Che vuoi che ti dica? Hanno provato a fermarci ma non ci sono riusciti — ha concluso Capello —. Abbiamo vinto contro tutti. Se pensi che vincere abbia sempre valore, dopo questo ne ha ancora di più. La Juventus non ha pagato eppure la squadra è stata mandata in serie B. In Spagna con questa storia di Negreira non è successo nulla. In Italia agiamo».
In ogni caso, la polemica suscitata dall’attacco iniziale, ribadisce l’ex c.t. dell’Inghilterra, non voleva essere una mancanza di rispetto nei confronti della classe arbitrale. Il tecnico italiano martedì pomeriggio ha poi spiegato di voler «rinnovare il suo rispetto per il lavoro e la professionalità sempre dimostrata dagli arbitri italiani e della categoria in generale», esprimendo
anche «il proprio rammarico per come una frase del tutto decontestualizzata sia stata strumentalizzata e utilizzata in maniera inappropriata».
5 gennaio 2026 ( modifica il 5 gennaio 2026 | 18:36)
© RIPRODUZIONE RISERVATA