La mostra fotografica della reporter Letizia Battaglia, che si chiude il prossimo 11 gennaio, in corso al Museo San Domenico, supererà le 30 mila visite, posizionandosi come la terza mostra fotografica in Italia per volume di visitatori. A dare una spinta finale sono stati proprio i giorni successivi al Capodanno: nei tre giorni del weekend dal 2 al 4 gennaio, infatti, sono affluiti al San Domenico più di 4 mila visitatori. Forlì si consolida culturalmente anche da questo punto di vista, dopo un’esperienza di dieci anni sulle grandi mostre fotografiche.
Gli eventi dedicati alla fotografia ormai stabilmente “riempiono” le sale del San Domenico quando non ci sono le grandi mostre dedicate all’arte, che si sviluppano ormai da oltre vent’anni. “Se si considera che ogni grande mostra ha attivato 60-70 eventi collaterali, si faccia la moltiplicazione per vent’anni su cosa ha significato come ricaduta sul territorio e come sviluppo delle associazioni culturali”, spiega il direttore delle Grandi Mostre Gianfranco Brunelli. Il 2026 la grande mostra sarà dedicata al Barocco: “Ce ne sono state tante di mostre sul Barocco, ma questa di Forlì avrà una caratteristica unica, approfondendo il rapporto tra il Seicento e il Novecento, in particolare come il Novecento ha riletto il Seicento”.
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Gennaio sarà il mese in cui si decreterà chi sarà la Capitale italiana della cultura nel 2028, la più grande sfida in ambito culturale per Forlì. “Ma la candidatura, sia che si vinca o meno, è prima di tutto uno strumento per ripensare la cultura nel nostro territorio”. Gli obiettivi della candidatura, per Brunelli, sono due: “la vittoria, ma anche lo strumento, dato che è una sfida a sé stessi”.
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Ultimo capitolo delle politiche culturali della Fondazione riguardano l’enogastronomia, che dal palazzo del Monte di Pietà identificano col progetto di ‘Casa Romagna’ il palazzo storico di tre piano di piazza Saffi vocato al food. A dicembre tutti i locali sono tornati aperti. “Finalmente arriviamo ad un assetto definitivo: la pizzeria al primo piano e il bar al piano terra stanno avendo risultati molto positivi, mentre per il piano dedicato alla ristorazione, affidato all’ente di formazione Engim, torniamo all’idea iniziale, quella di un ristorante didattico”. D’altra parte, ribadisce Brunelli, “abbiamo sempre detto che non ci interessa creare un bar, una pizzeria e un ristorante, ma vogliamo creare un progetto sociale”.