di
Andrea Laffranchi

le classifiche FIMI mostrano una chiusura di mentalità negli ascolti

Sono ben 85 i posti occupati da album di artisti italiani nella top 100 del 2025 secondo i dati ufficiali diffusi da FIMI. Un dato sicuramente positivo per l’economia del settore, nel 2024 la percentuale era del 69%, ma che artisticamente indica una direzione autarchica che non fa bene alla musica, tanto quanto non ne facevano gli eccessi di esterofilia del passato. non anglofoni, dalla Francia alla Svezia alla Spagna. 

Ci siamo ridotti a una scena trap che fotocopia se stessa all’infinito: bitch, money e egotrip da disco di platino. Oppure a un pop che si affida ai soliti pochi autori e produttori e sforna hit che potrebbero adattarsi tanto ad Annalisa quanto a Elodie quanto alla nuova uscita da un talent. Non c’è biodiversità e lo paghiamo. La canzone italiana assomiglia sempre più al campionato di Serie A: appassiona, ma non convince in Europa (figuriamoci fuori). Anche se le piattaforme streaming portano i nostri rappresentanti in tutto il mondo, nessuno riesce a diventare esempio o pioniere di tendenze innovative come accade a star di altri Paesi non anglofoni, dalla Francia alla Svezia alla Spagna, da Rosalia in giù.



















































Dall’analisi di fine anno emerge anche una redistribuzione dei pesi dei generi musicali: rap e trap restano centrali, ma il 2025 ha visto il ritorno del pop che ha come suo alfiere Olly, numero 1 sia nella classifica album con «Tutta vita» che in quella dei singoli con «Balorda nostalgia». Nella chart album il vincitore di Sanremo si piazza davanti a «Santana Money Gang» di Sfera Ebbasta & Shiva e a «Dio lo sa» di Geolier, mentre nei singoli il podio è tutto sanremese e si completa con «La cura per me» di Giorgia e «Incoscienti giovani» di Achille Lauro. Nel formato fisico a dominare è Caparezza con «Orbit Orbit».

5 gennaio 2026 ( modifica il 5 gennaio 2026 | 19:46)