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La scelta di Jannik Sinner, 24 anni, di non partecipare alla Coppa Davis ha scatenato le polemiche tra appassionati e tifosi della domenica. L’italiano più vincente di sempre con una racchetta in mano decide di non rappresentare il suo Paese, così dicono i più critici. 

Perché Sinner ha deciso di trasferirsi a Monaco

Il tennista ha motivato il suo “no” spiegando di aver bisogno di tempo per prepararsi alla prossima stagione. Una decisione legittima che per molti però stona con la partecipazione al torneo dorato di Riad, non valido per la classifica Atp. E l’annuncio dell’esibizione in Corea con Alcaraz, match evento di cui ancora non si conosce il montepremi, non ha che esacerbato gli animi. Tanto è bastato per far riemergere le solite accuse. Tra le tante, quella di non pagare le tasse in Italia per via della sua residenza a Monaco. Ma quanto guadagna per poter vivere nel Principato, quali sono i vantaggi e perché conviene?

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Sinner risiede a Monaco dal 2020. Per il tennista è una “scelta professionale” non legata ai soldi risparmiati in tasse. Nel Principato ci sono strutture sempre disponibili, il clima giusto e, soprattutto, lì vivono anche molti suoi rivali. Fino al 2022 Novak Djokovic, uno dei suoi rivali sul campo, era cittadino monegasco. E tra gli italiani si contano Berrettini, Musetti e Bolelli. Insomma, se vuoi stare tra i grandi ti devi allenare con loro, è la tesi.

jannik-sinner-casa-monaco-intervista-supertennistvJannik Sinner durante un’intervista a Super tennis tv dalla sua casa a Monaco. Nel riquadro, il tennista in cucina (foto Instagram)

“Chi viene qui lo fa per molte ragioni”, spiega Paolo Petrini cofondatore della Petrini Exclusive Real Estate, agenzia immobiliare che tratta più di 100 affitti in un Paese con appena 17mila appartamenti sul mercato. I clienti scelgono Monaco “anche perché è vicino all’aeroporto internazionale di Nizza e cercano un luogo che li faccia sentire al sicuro”. D’altronde di cosa si può avere paura in un posto dove il reddito pro capite è di 153mila euro. I motivi elencati sono tutti validi, ma tentano di nascondere un segreto di Pulcinella: i vantaggi fiscali per chi vive a Monaco.

Come funziona il sistema fiscale del Principato

Facciamo un gioco. Scrivete su un foglio le imposte che siamo tenuti a pagare in Italia: Irpef, patrimoniali (successioni, Imu), Ires (imposta sui redditi delle società) e Irap (imposta sulla produzione netta delle imprese). E poi Iva. Ecco, di tutto questo elenco nel Principato si paga soltanto l’imposta sul valore aggiunto, al 20 per cento, e l’imposta di successione sulla linea non diretta. “L’Iva è anche la principale entrata nelle casse del Principato”, conferma l’avvocata Maeva Zampori, associata dello studio 99Avvocats che ha sede proprio nel regno dei Grimaldi. Tuttavia Monaco tassa alcune società, quelle industriali e commerciali: “Le aziende che generano più del 25 per cento del loro fatturato al di fuori del Principato sono soggette a un’imposta del 25 per cento”, aggiunge Zampori.

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Ci sono anche altri prelievi: le accise, le spese sulle registrazioni dei contratti, l’imposta di bollo. Poca cosa. Sinner perciò può godere di vantaggi importanti, ma non si può dire che sia andato a vivere in un paradiso fiscale: “Ora non è più così, Monaco non lo è più da tempo”, chiarisce Zampori.

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È stato un percorso lento, iniziato nel 2005 con il regno di Alberto II, però sono stati fatti passi avanti. Il 2 marzo 2015 l’Italia e il Principato hanno firmato un accordo che pone fine al segreto bancario nello Stato estero. Nel 2016 Monaco ha adottato il Common reporting standard (Crs) dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che consente lo scambio di dati finanziari con oltre 100 Paesi. Il 13 ottobre 2025 il Principato e l’Unione Europea hanno siglato un protocollo sullo scambio automatico di informazioni sui conti finanziari. Tuttavia, il Gruppo d’azione finanziaria internazionale (Gafi), formato da 38 Paesi per contrastare il riciclaggio di denaro, a giugno 2025 ha inserito Monaco nella sua lista grigia. Lo Stato è quindi soggetto a un monitoraggio più rigoroso per rischi legati al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo.

Cosa bisogna avere per diventare residente

“Il primo passo è comprare una casa o stare in affitto”, spiega l’avvocata Zampori. Sinner ha comprato il suo primo appartamento solo nel 2025. Ma un’abitazione non basta. “Bisogna dimostrare di avere risorse finanziarie adeguate o di avere uno stipendio oppure lavorare a Monaco. Inoltre, è obbligatorio aprire un conto in una banca con sede nel Principato”, sottolinea Zampori. “Prima si riteneva adeguato versare un minimo di 500mila euro – continua – ma dipende dalla banca”. Molti istituti infatti chiedono più di mezzo milione di euro per via della “ricchezza diffusa nel piccolo Stato”. Per risiedere a Monaco, infine, è richiesta una fedina penale pulita.

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I controlli non finiscono qui. Esiste una divisione della polizia, la Section des résidents, che segue le pratiche delle persone che intendono trasferirsi nel Principato. Gli agenti esaminano i certificati di residenza e verificano l’effettiva presenza dei cittadini. L’abitazione che si vuole affittare o comprare, inoltre, deve corrispondere ai propri fabbisogni: “Una famiglia di cinque persone non può stare in uno studio”, chiarisce Zampori. Bisogna provare che si è residenti per più di 183 giorni nel Principato ed è possibile che la Section chieda anche le bollette e la carta bancaria per verificare se effettivamente si viva a Monaco.

Quanto ha guadagnato Jannik Sinner nel 2025

I vantaggi fiscali del Principato vanno quindi conquistati. Una volta che la residenza è accertata, si può scendere in campo con le tasche più pesanti. Non di palline da tennis, ma di soldi. E a proposito di tasche, quanto ha guadagnato Sinner nell’ultimo anno?

Secondo i dati ufficiali di Atp tour, il circuito professionistico degli uomini, l’italiano ha guadagnato 12,34 milioni di dollari (10,61 milioni di euro) con i premi dei 9 tornei giocati nel 2025. A questi si devono aggiungere i 6 milioni di dollari del Six Kings Slam di Riad (Arabia Saudita). Quindi più di 18 milioni vinti sul campo, grazie ai trionfi all’Australian open e a Wimbledon e al percorso fatto negli altri tornei. E con i 511mila euro del torneo di Vienna appena conquistato, il totale sale a 18,9 milioni di dollari.

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Prima della fine della stagione mancano però altri appuntamenti sportivi molto ricchi. Sinner parteciperà al Paris Masters che mette in palio 1,1 milioni di dollari. E poi ci sono le Atp finals di Bologna che assicurano al vincitore 5 milioni di dollari. Soldi che permetterebbero a Sinner di sfondare la soglia dei 50 milioni di dollari finora guadagnati in carriera sul campo (al momento è fermo a 43,8 milioni).

I premi vinti non sono un ricavato netto per i tennisti. I 523mila euro della finale agli Internazionali d’Italia, per esempio, sono tassati al 20 per cento in base all’articolo 45 del decreto legislativo 33/2025.

jannik-sinner-de-cecco-lavazza-fastwebAlcune pubblicità con protagonista Jannik Sinner: da sinistra, De Cecco, Fastweb e Lavazza

Un giocatore come Sinner tuttavia guadagna anche, e di più, fuori dal campo grazie alla pubblicità. Come riporta Forbes, da agosto 2024 ad agosto 2025 nelle tasche del tennista sono entrati 27 milioni di dollari (23 milioni di euro). Di questi, 15 milioni arriverebbero solo da Nike grazie a un contratto decennale di 150 milioni di dollari.

Cosa fanno le 4 società di Volpe Rossa

Infine c’è il capitolo societario. Il Sole 24 Ore scrive che Sinner a Monaco ha fondato tre società, più una che non sembrerebbe direttamente collegata a lui. Tutte portano il nome Foxera. Un richiamo al suo soprannome di Volpe Rossa, che gli era stato dato dai compagni di scuola per i suoi capelli ramati. Sono una finanziaria, una holding e due immobiliari. A dicembre 2024 l’altoatesino ha poi registrato nel Principato la Wooly lemon (limone di lana) di cui è amministratore delegato. 

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La società a responsabilità limitata si occuperà della gestione dei diritti d’immagine di Sinner, del merchandising e di molto altro ancora. Gli interessi del tennista sconfinano anche in Italia dato che a Milano ha sede la Foxera re com s.a.s., immobiliare a lui riconducibile. Attraverso questa società ha acquistato degli appartamenti a Casa Barelli, un palazzo storico di Corso Venezia. In campo finanziario come sul rettangolo di gioco, l’italiano sa bene come muoversi. Al di là delle scelte personali, delle polemiche e dei risultati, Jannik Sinner da vice re del tennis – visto che al momento è il numero 2 nella classifica mondiale dei giocatori – sta costruendo un impero. A suon di dritti, rovesci e di scatti pubblicitari.

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