Stai usando Google Maps per raggiungere una destinazione e, a metà strada, ti accorgi che la batteria del tuo telefono si sta scaricando?
Non sei solo. E, anzi, è lecito affermare come la sensazione sia molto frequente. Certo, c’è sempre la possibilità di fermarsi in un negozio e comprare un power bank d’emergenza. Ma forse è ancora più utile agire in termini preventivi, prestando magari più attenzione a quali app hai installato sul tuo smartphone.
Secondo un’analisi condotta da Elevate, azienda specializzata in telecomunicazioni e reti, esistono infatti 10 app particolarmente voraci in termini di consumo energetico, molte delle quali operano silenziosamente in background senza che tu ne sia consapevole.
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Cosa ci dice la ricerca di Elevate
L’azienda ha condotto uno studio approfondito analizzando le abitudini degli utenti per stilare questa classifica. E, come vedremo, non si tratta affatto di app poco utilizzate. Al contrario: sono proprio le app più popolari e diffuse a rappresentare i maggiori vampiri energetici dei nostri smartphone.
Per ciascuna app, Elevate ha calcolato il tempo medio trascorso sullo schermo, l’utilizzo dei dati, il consumo di batteria per ora di utilizzo e i processi che l’applicazione esegue in background. Il risultato è una stima davvero notevole.
Netflix è il campione dei consumi di batteria
Al primo posto troviamo Netflix, il gigante dello streaming video. Gli utenti trascorrono in media 60 ore al mese guardando contenuti sulla piattaforma, un utilizzo che da solo consuma il 1500% della carica completa di una batteria.
Ma non è tutto: Netflix lavora in background per altre 13 ore mensili, svolgendo operazioni invisibili che contribuiscono ulteriormente al prosciugamento della batteria. Un consumo molto elevato che può spiegare perché molti utenti si ritrovano costantemente a corto di energia.
TikTok e YouTube nei gradini più bassi del podio
Al secondo posto si piazza TikTok. Con una media di 33 ore di utilizzo mensile, l’app consuma l’825% della carica di una batteria ogni mese. Aggiungendo le 10 ore di elaborazione in background, il risultato in termini energivori è presto detto.
Subito dopo troviamo YouTube, che pur essendo meno vorace di TikTok in termini di consumi di batteria, drena comunque il 540% della carica mensile. Ogni ora di utilizzo riduce la carica residua del 20%, e le sei o sette ore di attività in background non fanno che peggiorare la situazione.
Come se la cavano i social media: Threads, Snapchat, Instagram e Facebook
Threads, la piattaforma social di Meta, si posiziona al quarto posto consumando il 460% della batteria piena ogni mese, con quasi 7 ore di elaborazione in background. Snapchat segue a ruota, inghiottendo il 320% della carica mensile, metà della quale deriva proprio dai processi invisibili che l’app esegue quando non la stai attivamente utilizzando.
Instagram occupa la settima posizione con un consumo del 300% mensile e 4 ore e mezza di attività in background, mentre l’utente medio passa 15 ore al mese scorrendo il feed. Facebook, il social network più longevo, drena il 270% della batteria ogni mese, con ben 6 ore dedicate a operazioni in background.
Quali sono le altre app energivore
CapCut, l’app gratuita di editing video sviluppata da ByteDance, vanta il più rapido consumo di batteria per ora di utilizzo: ben il 30%. Tuttavia, non effettua molte operazioni in background. Con una media di 10 ore mensili di utilizzo, l’app consuma complessivamente il 300% della batteria al mese.
Spotify, il popolare servizio di streaming musicale e audio, è invece un caso più particolare. Pur consumando solo il 5% di batteria per ogni ora di ascolto attivo, sono le 13 ore e mezza mensili di elaborazione in background a renderlo un nemico silenzioso della batteria. Chiude la classifica ChatGPT, il modello linguistico di intelligenza artificiale che consuma il 200% di una batteria completamente carica durante un mese. Ogni ora di utilizzo attivo prosciuga il 20% dell’energia disponibile, un dato che riflette l’intensità computazionale richiesta dai processi di AI.
Il vero problema sono i processi in background
Un portavoce di Elevate ha colto l’occasione per sottolineare quale sia il vero problema energivoro: mentre ci concentriamo sullo streaming attivo o sull’editing video, applicazioni come Spotify continuano a consumare batteria significativa anche quando non le stiamo ascoltando, manifestando così l’importanza di gestire le impostazioni di aggiornamento delle app in background per ottimizzare le prestazioni della batteria.
Il problema, peraltro, non riguarda solo la durata complessiva della batteria durante la giornata, ma anche la rapidità con cui il telefono si scarica in momenti critici. Quante volte ci siamo trovati con il telefono quasi scarico proprio quando ne avevamo più bisogno? Ebbene, spesso la causa non è l’utilizzo intensivo che stiamo facendo in quel momento, ma il lavorio costante di app che pensavamo inattive.
I consigli degli esperti per prolungare la durata della batteria
Elevate ha poi formulato una serie di raccomandazioni concrete per gli utenti che vogliono migliorare la durata della batteria del proprio smartphone. Il primo suggerimento è disattivare l’aggiornamento automatico in background per le app non essenziali: una funzione che, sebbene comoda, permette alle applicazioni di scaricare dati e aggiornarsi anche quando non le stiamo utilizzando, consumando preziosa energia.
È inoltre consigliabile monitorare l’utilizzo di ciascuna app e limitare il tempo trascorso su ognuna. Gli smartphone moderni offrono strumenti integrati per tenere traccia del tempo di utilizzo, con dati condivisi che possono rivelarsi sorprendenti e aiutarci a prendere decisioni più consapevoli su quali app meritano davvero il nostro tempo e la nostra batteria.
L’attivazione della modalità risparmio energetico è un’altra strategia efficace, poiché limita l’attività in background e le notifiche per preservare la carica. Mantenere aggiornate le app e il sistema operativo può inoltre contribuire positivamente, dato che molti aggiornamenti includono ottimizzazioni specifiche per il consumo energetico.
Infine, non dimentichiamo che anche piccoli accorgimenti fanno la differenza: ridurre la luminosità dello schermo o utilizzare la luminosità automatica può allungare significativamente la durata della batteria. In casi estremi, se un’app consuma troppo e la usi raramente, la soluzione più radicale ma efficace è semplicemente disinstallarla.
E, tornando all’origine del nostro articolo, portare con sé un power bank rimane pur sempre una saggia precauzione per le emergenze.
