di
Mattia Aimola
Un progetto che ha suscitato l’interesse della Commissione Europea, pronta a visitare l’ateneo per conoscere da vicino le iniziative messe in campo. Lo sport manager del Poli parla dei progetti
«Sarà Giancarlo Camolese, ex allenatore del Torino, a guidare la squadra di calcio del Politecnico». Diego Nargiso, senior sport manager dell’ateneo e tennista di livello internazionale negli anni Ottanta e Novanta (67esimo nel ranking Atp), racconta uno degli ultimi sviluppi del programma che coordina da circa sei mesi. Un progetto che ha già suscitato l’interesse della Commissione Europea, pronta a visitare l’ateneo per conoscere da vicino le iniziative messe in campo.
Diego Nargiso, 55 anni, napoletano e protagonista dei principali tornei del circuito internazionale di tennis, è oggi opinionista televisivo. Vive a Monaco da quando aveva 13 anni, ma torna a Torino due giorni alla settimana per lavorare negli uffici del Poli. «Tutto è partito da un incontro nel novembre 2024, quando ho conosciuto il rettore Stefano Corgnati — racconta —. Da lì è iniziato il mio impegno. Ora lavoro stabilmente da sei mesi. Mi occupo della parte legata allo sviluppo e alla gestione delle attività sportive dell’ateneo. Sia per gli agonisti che per chi invece ha solo voglia di muoversi un po’».
Il lavoro di Nargiso non si limita al campo. «È un’attività interdisciplinare — spiega — non facciamo solo sport per sport. Vogliamo che le nostre iniziative abbiano ricadute sulla formazione, sul benessere e sulle competenze trasversali degli studenti».
Tra le attività più visibili ci sono le rappresentative universitarie. «Siamo tra le poche realtà italiane ad averle — precisa —, lavoriamo insieme al Cus Torino e al presidente Riccardo d’Elicio. Molti studenti militano nelle squadre del Cus, ma abbiamo mantenuto delle nostre rappresentative, che partecipano a Mondiali ed Europei dei giochi universitari con la casacca del Politecnico». Il programma si è ampliato in questi mesi: pallavolo, basket, tennis, canottaggio, calcio maschile e femminile, flag football e rugby a 7.
«L’obiettivo è che tutti i nostri atleti dual career possano essere rappresentati nelle squadre del Poli — sottolinea l’ex tennista — Nei prossimi cinque anni puntiamo ad avere almeno una squadra in ogni sport praticato dagli studenti. Abbiamo aggiunto anche ciclismo e corsa, perché vogliamo che lo sport diventi un esempio e un faro: dimostra che è possibile eccellere nello studio e nelle gare». Secondo Nargiso, fare sport non è solo competizione.
«È un modo per guadagnare soft skills fondamentali: disciplina, consapevolezza di sé, rispetto per gli altri e attitudine al sacrificio. Tutte qualità che le aziende apprezzano e che si riversano anche sul percorso accademico. Inoltre, aiuta a gestire ansia, stress e problemi psicologici. Alcuni studi mostrano che l’8,8% dei giovani universitari ha pensieri suicidi: lo sport può essere una protezione, perché genera dopamina, migliora l’umore e aiuta ad affrontare le difficoltà».
Il Politecnico di Torino punta anche alla salute e al benessere degli studenti. «Stiamo sviluppando un progetto di orientamento sportivo in collaborazione con l’Università del Foro Italico e quella di Scienze Gastronomiche di Pollenzo — spiega — Partiremo a gennaio con screening medici e valutazioni nutrizionali, così da indirizzare ogni studente verso l’attività più adatta alle proprie caratteristiche fisiche e psicologiche».
Non mancano le ambizioni accademiche e tecnologiche. «Vogliamo portare lo sport in aula — continua Nargiso — con nuovi master e corsi di laurea dedicati all’ingegneria, all’architettura e al design applicati. L’idea è attrarre studenti appassionati e formarli per progettare impianti, attrezzature e prodotti sportivi. In questo modo il Poli diventerà un punto di riferimento per ingegneri sportivi, architetti sportivi, designer sportivi e specialisti in impiantistica».
Sei mesi di lavoro intenso hanno già prodotto risultati concreti. «Abbiamo messo le basi per un programma interdisciplinare che unisce sport, formazione, benessere e innovazione tecnologica — conclude Nargiso —. È solo l’inizio, ma l’interesse che stiamo ricevendo, anche dalla Commissione Europea, dimostra che siamo sulla strada giusta. Il 29 gennaio saranno qui a farci visita».
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5 gennaio 2026
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