ROMA – Santo Ficili, è passato il primo anno della sua avventura in Maserati come direttore operativo, oltre che ceo di Alfa Romeo. Quali risultati ha raggiunto?
«Sono arrivato a metà ottobre 2024. Ho sentito una grande emozione e responsabilità: guidare marchi iconici come Alfa Romeo, che ha 115 anni, e Maserati, che ne ha 111, è un onore. Rappresentano l’automotive italiano: sportività, artigianalità e un’eredità che il mondo ci invidia. Un anno fa siamo partiti dall’aspetto più importante: le persone».
Come?
«Abbiamo ricostruito una squadra forte a Modena, innestando esperienze utili anche da Torino. Un ibrido virtuoso tra passione, progettualità e metodo, una squadra appassionata, competente e determinata. Le battaglie si vincono con le persone che sanno fare prodotti e numeri».
Sia l’auto sia il lusso sono in crisi. Come vi state muovendo?
«Il lusso è un segmento che si sta restringendo, le crisi geopolitiche ed economiche pesano sulla domanda. Quello di Maserati però è un valore su cui lavorare. E lo stiamo facendo, sull’intera nostra gamma, che esiste ed è solida, composta dalla MCPura, MCPura Cielo, dalla GT2 stradale, dalla Grecale, e infine da GranTurismo e GranCabrio. Non siamo intervenuti, come fanno in molti, solo sul fronte prezzi».
Lo stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco accoglie la fiamma olimpica
27 Dicembre 2025
L’alternativa qual è?
«Ampliare le versioni, la palette dei colori, le personalizzazioni e dare sempre maggiore disponibilità ai clienti. Rendere viva la gamma con novità mirate, serie e allestimenti che rispettano l’identità Maserati. Si è innestata la correzione rispetto al percorso solo elettrico con un ritorno al multienergia, sostenibile, emozionante e orientato alle scelte dei clienti. Oggi l’offerta è completa, dalle Bev, con la linea Folgore autenticamente Maserati, e siamo gli unici a poterla vantare nel settore del lusso, fino all’ibrido».
Maserati non è in vendita, per un anno si sono rincorsi solo rumors?
«L’ultimo anno è stato un susseguirsi di progetti, lanci e scelte industriali concrete. Siamo qui e investiamo sul Tridente, la volontà di proseguire, con i fatti, è chiara. Anche la partnership con le Olimpiadi di Milano-Cortina è per sottolineare il legame a un evento italiano. Maserati pensa, disegna e produce in Italia».
Il ritorno a Modena di due modelli, la GranTurismo e GranCabrio, che significato ha?
«In parallelo con l’avvio della produzione della 500 a Mirafiori, dove ci si attende una crescita importante dei volumi, si è deciso di riportare a casa, nel loro luogo di nascita, la GranTurismo e la GranCabrio, nel cuore della Motor Valley, dove ci sono competenze uniche e maestranze adatte a processi quasi sartoriali».
Modena come ha reagito?
«Bene, è stata una festa. Abbiamo coinvolto le istituzioni, dal sindaco al presidente della Regione, e in onore di Modena si sono realizzate due colorazioni ad hoc. Nel 2026 le attività continueranno con le celebrazioni per i cento anni del nostro simbolo, il Tridente».
A novembre avete lanciato Bottega Fuoriserie. Un nuovo progetto che unisce le eccellenze di Alfa Romeo e Maserati. Parlando nello specifico di personalizzazioni Maserati Fuoriserie, quali risultati avete raggiunto?
«È un pilastro importante. La struttura è operativa: un ambiente pensato per lavorazioni sartoriali, di qualità, grazie anche alla realizzazione di una nuova verniciatura di altissimo livello dedicata. Possiamo creare configurazioni speciali pazzesche dei nostri modelli, coinvolgendo da subito i clienti nella scelta dei colori e dei materiali. Pilastro da cui ci attendiamo un ritorno importante anche in termini economici. Siamo partiti molto bene: c’è già una lista d’attesa che con il lavoro dei concessionari crescerà ancora».
Stellantis in evidenza al Salone dell’auto di Bruxelles con due anteprime mondiali e due concept
03 Gennaio 2026
Sul fronte Heritage è nato invece il progetto Officine Classiche: fin dove volete arrivare?
«Ovunque nel mondo dove ci sia un possessore di Maserati d’epoca. Vogliamo fornire certificazioni ufficiali, ricambi, riparazioni e restauro. Stiamo costruendo una rete selezionata di officine partner internazionali che diventino riferimento per i nostri clienti. Ci sono Maserati storiche che toccano valori altissimi, come il modello battuto a 5,5 milioni di dollari negli Usa. Se un cliente è a Miami con una 3500 GT, deve sapere a chi rivolgersi per il suo gioiello. L’Heritage è importante, lo dobbiamo curare, lo facciamo con il nostro museo in collaborazione con Panini, che fa parte della nostra famiglia, a Modena e con le Officine Classiche».
Il piano di sviluppo è pronto, ma sarà svelato solo nel 2026 al Capital Market Day di Stellantis. Ci sarà un riposizionamento di Maserati?
«No, Maserati è e rimarrà l’unico marchio di lusso di Stellantis. Il nostro Dna è rappresentato dalla GranTurismo, una filosofia di vita ancor prima che un’auto. Abbiamo previsto investimenti per una ridefinizione del passaggio dal “solo elettrico” a una strategia più articolata su motori, piattaforme e architetture digitali».