Lo sfogo del titolare di Albogroup, a Lallio: «Le agenzie per il lavoro mi hanno mandato numerosi candidati, negli ultimi mesi. Uno peggio dell’altro, nessuno è adatto»
Pubblichiamo una delle notizie più lette del 2025. Questa, pubblicata a gennaio, è lo sfogo dell’imprenditore Danilo Bonassoli che non trovava giovani italiani disposti a lavorare come manutentori.
«Sto cercando tre dipendenti pronti a entrare in servizio subito e sono disposto a pagare fino a 3.500 euro netti al mese per un manutentore assunto con un contratto a tempo indeterminato. Le agenzie per il lavoro mi hanno mandato, negli ultimi mesi, numerosi candidati. Uno peggio dell’altro. Nessuno è adatto». Lo sfogo è di Danilo Bonassoli, amministratore unico di Albogroup, con sede a Lallio. «Abbiamo investito in due nuove linee di produzione circa due milioni di euro — spiega Bonassoli —. L’ultima deve partire a febbraio. Mi servono due operai e un manutentore. La parte economica non è un problema: per i primi lo stipendio base è di 1.600 euro netti al mese, mentre un manutentore può arrivare a guadagnarne 3.500, ma l’agenzia ci manda solo stranieri senza competenze che, finora, si erano arrangiati con i lavori che hanno trovato e al massimo sanno scaricare i camion o guidare l’auto».
L’azienda ha raccolto il testimone dalla Cosmhotel, fondata nel 1977, a Villa d’Almè, da Giacomo Allegrini e Bonassoli, suo genero (ha sposato la figlia Antonella). Allora produceva le saponette monouso per le catene alberghiere di tutta Europa e in parte minore per quelle degli Stati Uniti: 150 milioni di pezzi l’anno per un fatturato di sette milioni di euro nel 2019. Poi, di colpo, a marzo 2020, gli alberghi hanno chiuso o ridotto drasticamente la loro attività per la pandemia. È così che è nata Albogroup, unendo l’esperienza di Cosmhotel con le competenze di Albopack, il reparto di confezionamento. E ha puntato sull’economia circolare trasferendosi nella nuova sede produttiva a Lallio. Alla produzione di saponette per hotel, con ogni tipologia di pasta, formato, grammatura e packaging, è stata affiancata oggi una linea per il retail (al dettaglio) e la grande distribuzione (supermercati e profumerie). Sono quattro le divisioni: Hotel, Amenities, Beauty, Scents. L’innovazione sono i prodotti solidi, nel rispetto dell’ambiente (non usi la plastica, non c’è trasporto d’acqua, ma un concentrato di estratti naturali e un packaging di carta riciclabile).
Tra le prime aziende in Italia Albogroup, da qualche anno, ha lanciato sul mercato la linea Solid.o Original: shampoo, bagnodoccia, shampoo doccia, detergente intimo, struccante viso, sapone barba solidi. L’azienda ha 15 dipendenti e, nel 2024, ha fatturato 8 milioni di euro. «Che senso ha per noi — si domanda Bonassoli — investire nella linea di produzione di un prodotto innovativo se non troviamo nessuno disposto a sacrificarsi e a imparare un mestiere?». Il candidato ideale per l’azienda ha tra i 25 e i 30 anni. Il lavoro avviene su due turni.
«Nessun italiano si è presentato — prosegue l’imprenditore —. E non mi stupisce: i giovani che appartengono a questa fascia d’età lavorano per qualche mese, poi stanno a casa con la Naspi e lo stipendio all’80% finché, una volta terminata la disoccupazione, non trovano un altro che li assume e vanno avanti così magari vivendo a carico dei genitori fino a 40 anni. Se poi sanno che potrebbero lavorare il sabato non accetterebbero mai». Molto meglio la vecchia guardia. «Un cinquantenne è più affidabile dei ragazzi di oggi — conclude — e avrebbe più voglia di lavorare. Il problema è che, giustamente, pensa alla meritata pensione».
5 gennaio 2026
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