Si è appena conclusa
la conferenza stampa di Hisense al CES 2026, un momento in cui in maniera molto
concreta (più concreta di altri brand), Hisense ha voluto parlare di risultati
raggiunti e soprattutto di nuove tecnologie di prossimo arrivo.

David Gold, il
deputy general manager di Hisense Americas, affiancato dalla neo arrivata Sarah
Larsen al marketing, hanno voluto ricordare la prima partecipazione di Hisense
al CES, avvenuta solo 10 anni fa con uno stand molto diverso da quello
“kolossal” di oggi.

In questi 10 anni, per il brand cinese è cambiato
tutto: da nuovo entrante quasi sconosciuto e confinato nella “South Hall” del Convention Center di Las Vegas a importante player riconosciuto in
tutto il mondo e capace anche di andare ad occupare la posizione numero uno
mondiale nel segmento dei TV da 100 pollici in su e dei Laser TV.

Una crescita
veloce e costante che è culminata, lo scorso anno, con il lancio prima di tutti
gli altri brand, dei TV LCD retroilluminati con una matrice di mini LED RGB.
Un’architettura sulla quale stanno arrivando ora tutti gli altri produttori,
qualcuno anche con qualche variazione sul tema, che offre indubbi vantaggi – a
tendere anche economici – rispetto ai Quantum Dots che sembrano aver espresso
tutto il proprio potenziale.

Mentre la partita
giocata dai brand coreani è tutta tesa a sottolineare le differenze tra la
propria architettura e quella Hisense (è stato così coniato il termine di micro
RGB a significare un LED per la retroilluminazione più piccolo), Hisense gioca
sulla spinta a portare l’RGB MiniLED verso i TV di gamma media.

Infatti, la
promessa – o potremmo dire la scommessa – di Hisense è ora di rendere i MiniLED
RGB accessibili a un numero molto più ampio di persone, portandolo fuori dalla
sola serie top di gamma e dai grandissimi polliciaggi. Infatti le nuove serie U
dovrebbero avere un’architettura RGB MiniLED sin dalla U7, per lo meno a
livello globale.

In Italia la tendenza sarà quella ma potrebbe non essere
adottato il modello “globale” probabilmente per la pressione
competitiva alla quale è soggetto il mercato TV: l’architettura RGB MiniLED
dovrebbe comparire sulle linee UR9S sin dalla prossima primavera, dal taglio di
65″ in su; dall’estate dovrebbe anche arrivare la nuova UR8 con RGB MiniLED
da 55″ a salire fino al 100″. Di certo c’è la tendenza a far scorrere
molto velocemente l’innovazione verso i grandi numeri e non tenerla confinata
ai soli top di gamma.

Ma la vera notizia è
legata all’evoluzione dell’RGB MiniLED di Hisense: infatti, sotto il nome RGB
MiniLED Evo (dal sapore un po’ “LG”) c’è una nuova architettura che
di fatto aggiunge una componente cromatica alle 3 RGB, diventando così a 4 LED.

Nella nuova architettura – che al momento non sappiamo a quali modelli verrà
applicata – alla tripletta rosso, verde e blu, si aggiunge un led “blu
cielo”. Visto nelle illustrazioni, sembra molto un subLED ciano, teso a
rendere i blu ancora più luminosi, senza per questo scarrocciare sulle
frequenze della luce blu dannosa. I risultati in termini di riproduzione
cromatica sembrano essere – per lo meno secondo le dichiarazioni – ancora più
estreme, con un gamut che si spinge addirittura al 110% del già sfidante spazio
bt.2020, superando già il primato del 100% dell’architettura precedente.

In pratica Hisense,
invece di spingere sulla dimensione dei LED di retroilluminazione, ha deciso di
aumentare le componenti cromatiche dei LED. Questo complica ancora di più la
gestione del pannello e siamo molto curiosi di vedere con quale strategia di sintesi
cromatica gli ingegneri di Hisense abbiano introdotto questa innovazione.

I
processori di gestione del pannello e della retroilluminazione (Hi-View AI Engine RGB) sono realizzati
in casa Hisense e la società sembra sicura di avere in mano un chipset in grado
di gestire agevolmente questa complicazione.

In maniera ancora più inattesa, un’analoga innovazione
è stata annunciata anche per i TV microLED (non gli LCD, per intenderci) ai
quali è stato aggiunto anche in questo caso un sub-pixel “blu cielo”, una vera première mondiale: se allo stand verrà esposto, vedremo se si tratterà di innovazione concreta o di “accanimento tecnologico”, tanto più in un mondo che fruisce ancora la maggior parte dei contenuti in rec.709.

Non mancano poi gli annunci anche sul fronte dei Laser TV, ma nella famiglia dei proiettori frontali intelligenti, più che su quello dei proiettori a tiro corto. Infatti è stata annunciato una nuova iterazione su questo fronte con il modello XR10.

Si tratta evidentemente di un top di gamma che introduce anche lo shift meccanico dell’ottica, a complementare e supportare il sistema digitale di correzione adattativa dell’immagine, e il raffreddamento a liquido.

Ma qualcosa di grosso bolle anche nella pentola di Vidaa, il sistema operativo dei TV Hisense che il gruppo già da qualche tempo ha trasformato in un’azienda a sé. Infatti il sistema si prepara a grandi cambiamenti, per ora solo accennati.

La società si chiamerà semplicemente “V”  e dovrebbe spaziare ben oltre il solo sistema operativo, passando a una vera logica di piattaforma. Il nuovo sistema operativo dovrebbe perdere il nome Vidaa e chiamarsi homeOS o V homeOS.

Secondo quanto ci hanno detto, si tratta solo di un’anticipazione e bisognerà attendere qualche mese per capire bene come Hisense pensa di far evolvere il mondo Vidaa. Ma di certo si tratta di un’evoluzione in grande, che potrebbe uscire da TV e andare a riguardare anche molti altri aspetti dei device connessi, dentro e fuori casa. Insomma, l’ambizione è quella di creare un ecosistema sul modello dei grandissimi player americani, come Google, Meta, Microsoft, Amazon e così via. Un progetto ambizioso e irraggiungibile? Può essere, ma non si può dimenticare di cosa si pensava a Las Vegas di Hisense 10 anni fa: che sarebbe rimasta per sempre confinata ai decentrati padiglioni Sud. La storia è andata diversamente e potrebbe essere pronta a stupirci ancora.