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Mogol ritorna nel salottino di Caterina Balivo La volta buona. Il celebre cantautore racconta alcuni aneddoti dietro i brani più celebri che portano la sua firma e il suo tratto distintivo. Nel suo racconto, un posto centrale spetta a Ornella Vanoni, indicata come una pioniera assoluta: «È stata la prima artista a cantare in modo credibile e a soffermarsi sulle parole, non pensava solo a far sentire la sue voce: era coerente. Poi è diventato così in tutto il mondo. Adesso si canta per emozionare: anche l’atteggiamento deve essere credibile».

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Il ricordo di Giacobbe

Il paroliere ricorda poi con affetto Sandro Giacobbe: «Era un angelo, una persona così cara e buona». Un legame umano prima ancora che professionale, tanto che Mogol racconta un passaggio decisivo della sua vita: «Siccome non poteva più giocare a calcio, sono stato io a dirgli che poteva fare l’allenatore alla squadra nazionale cantanti e lui è stato molto grato». Caterina Balivo, però ricorda che è stato Don Backy ad inventare la Squadra Nazionale Cantanti: «Dice che l’ha inventata lui? Dice una bugia o ti sbagli tu», taglia corto Mogol, senza mezzi termini.

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Con Mina, invece, c’è tanta amicizia: «Ci siamo persi un po’ di vista perché lei è andata in Svizzera, ma le voglio tanto bene.

All’epoca ero fidanzato con quella che sarebbe diventata la mia prima moglie, non c’è mai stato niente di più con Mina».La frecciatina a Zucchero

Dal dialogo con il Corriere della Sera emerge invece il capitolo più spigoloso, quello dei rapporti non ricambiati. Alla domanda se ci sia qualcuno che non lo ha ringraziato, Mogol risponde secco: Zucchero. «Pensare che gli ho fatto lezione per sei mesi. Una volta gli raccontai la metafora del tiro a segno: al centro, dissi, c’è Lucio Battisti, tutto intorno i cantautori. Lui: “E io dove sono?”». Zucchero ha sostenuto che Mogol gli avrebbe risposto con una frase offensiva («Tu sei nel mare di mer*a». ndr.), ma la versione del paroliere è diversa: «No, gli dissi che lui era in cucina. E lo feci per spronarlo».