di
Filippo Bonsignore
Il tecnico bianconeroaveva a risposto a Conte che parlava di strutture migliori a Torino: «Ha ragione, qui alla Juve ho trovato la barriera per battere le punizioni che si muove». Come funzionano
La barriera mobile (almeno per ora) non fa gol. La classifica del campionato racconta che per lo scudetto si delinea una lotta a tre tra Inter prima a 39 punti, Milan secondo a 38 e Napoli terzo 37 (tutte, tra l’altro) con una gara da recuperare). La Juve è quarta insieme alla Roma a 33 e deve guardarsi le spalle dal lanciatissimo Como (30 e una gara in meno).
Che c’entra allora la barriera mobile? Nulla, in concreto, ma è un elemento che adesso stuzzica l’ironia dei tifosi sui social. Riavvolgiamo il nastro. Alla vigilia della sfida con il Lecce, il tecnico della Juve, Luciano Spalletti, aveva risposto al suo omologo napoletano, e predecessore alla Continassa, Antonio Conte, che aveva indicato i bianconeri, il Milan e l’Inter come club più forti del Napoli campione in carica perché in grado di contare su monte ingaggi superiore e strutture migliori. «Conte ha ragione – aveva detto Lucio – perché da un punto di vista tecnico non ho niente da invidiare alla sua squadra. La mia ha le carte in regola per giocare contro chiunque. E pure sulle strutture ha ragione: qui alla Juve ho trovato la barriera per battere le punizioni che si muove mentre a Napoli avevo quella che rimane ferma…».
Cos’è la barriera mobile e gli sfottò dei tifosi del Napoli
La barriera mobile è uno strumento che si usa in allenamento e serve per simulare una situazione di campo sui calci di punizione. Invece dei calciatori, come in partita, si usa questa attrezzatura con le sagome per allestire la barriera. C’è il modello con i manichini fissi e c’è quello che si può trasportare grazie a un carrello. E poi c’è la barriera «intelligente» usata dai campioni d’Europa del Paris Saint-Germain: un attrezzo hi-tech con le sagome dotate di sensori che riescono a captare il movimento del giocatore che calcia la punizione, alzandosi o abbassandosi a seconda del caso, rendendo così la simulazione della situazione di gioco estremamente realistica.
Spalletti ha usato questo esempio per «confermare» la tesi di Conte ma, dopo il pari con il Lecce – arrivato anche a causa del rigore maldestramente sbagliato da Jonathan David -, i social si sono riempiti di commenti altrettanto ironici. «Spalletti avrà la barriera mobile ma quella non va in campo. Lì ci vogliono i calciatori veri, noi li abbiamo lui li sogna» scrive un fan del Napoli. Altri pungono ancora: «Spalletti ha la barriera mobile, però i rigori si battono senza barriera… Non serve la struttura per imparare a battere un rigore». «Si sono allenati sulle punizioni con la barriera mobile ma hanno trascurato i rigori…». «Ma quando David ha tirato il rigore c‘era la barriera mobile o quella fissa?». Adesso occhio al calendario: 25 gennaio, Allianz Stadium, c’è Juve-Napoli.
5 gennaio 2026 ( modifica il 5 gennaio 2026 | 15:38)
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