di
Ester Palma

Addio all’Anno Santo della Speranza, aperto e voluto da papa Bergoglio e chiuso dal suo successore Leone: «L’Epifania del Signore non ci attende nelle location prestigiose, ma nelle nostre vite umili»

Finisce il Giubileo della Speranza, stamattina papa Leone XIV ha sigillato l’ultima Porta Santa, quella di San Pietro, aperta da Papa Francesco la vigilia di Natale del 2024. Alla cerimonia solenne in Basilica c’era anche il presidente Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura, col presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana. E per ora sono circa 3 mila, in aumento continuo, i pellegrini che hanno sfidato il clima freddo e piovoso di oggi a Roma per essere in piazza ad assistere al Rito conclusivo.  «Si chiude questa Porta Santa, ma non si chiude la porta della tua clemenza – ha detto il Papa nella  preghiera di  ringraziamento prevista dal canone – Come pellegrini di speranza abbiano ricercato la via della vita alla luce della Parola di Dio e della sua misericordia senza limiti, così che, al termine del nostro pellegrinaggio terreno, possiamo bussare con fiducia alla porta della tua casa e gustare i frutti dell’albero della vita».

La prassi voluta da Giovanni Paolo II

La prassi cattolica in vigore per la chiusura dei Giubilei è quella stabilita nel 1975 e ulteriormente semplificata da San Giovanni Paolo II  per l’Anno Santo del 2000. Il Papa, seguendo quindi il protocollo, ha raggiunto la soglia della Basilica, si è inginocchiato per una  preghiera silenziosa e ha chiuso i due grandi battenti di bronzo. Il significato simbolico del gesto è che il Giubileo si chiude, ma la misericordia di Dio rimane sempre aperta per tutti i fedeli.



















































La muratura, con la «capsis» e le chiavi, nei prossimi giorni

Nei prossimi giorni, come appunto stabilisce la prassi voluta da papa Woytyla, la porta sarà murata nel corso di un rito apposito diretto in forma privata dall’Ufficio delle Celebrazioni liturgiche. Prima del 2000 invece i due momenti avvenivano in contemporanea. Nella parete di mattoni che i «Sampietrini», ovvero i tecnici della Fabbrica di San Pietro (nelle altre basiliche lo faranno gli addetti del Governatorato) costruiranno per sigillare la Porta, come da tradizione sarà posta la «capsis», la  capsula metallica che contiene il verbale di chiusura, le monete coniate per l’Anno Santo e le chiavi della Porta.  La prima a essere chiusa è stata la Porta Santa della Basilica di Santa Maria Maggiore, il 25 dicembre; poi è stata la volta della Basilica di San Giovanni in Laterano il 27 dicembre. Il 28 dicembre è stata chiusa la Porta Santa della Basilica di San Paolo fuori le Mura. In realtà Papa Bergoglio aveva fortemente voluto una quinta porta Santa, quella all’interno della chiesa del carcere romano di Rebibbia, chiusa dal Vicario di Roma Baldo Reina

L’omelia: «La fedeltà di Dio ci stupirà ancora»

Dopo la chiusura della Porta, Papa Leone XIV ha iniziato a celebrare la Messa della solennità dell’Epifania, in cui la Chiesa ricorda l’arrivo dei Magi ad adorare il Bambino: «I Magi esistono ancora. Sono persone che accettano la sfida di rischiare ciascuno il proprio viaggio, che in un mondo travagliato come il nostro, per molti aspetti respingente e pericoloso, sentono l’esigenza di andare, di cercare – ha detto Leone in un’omelia densa e profonda  – «E’ bello diventare pellegrini di speranza e la  fedeltà di Dio ci stupirà ancora. Se non ridurremo a monumenti le nostre chiese, se saranno case le nostre comunità, se resisteremo uniti alle lusinghe dei potenti, allora saremo la generazione dell’aurora. Maria, Stella del mattino, camminerà sempre davanti a noi. Nel suo Figlio contempleremo e serviremo una magnifica umanità, trasformata non da deliri di onnipotenza, ma dal Dio che per amore si è fatto carne». 

La sicurezza e il piano della questura

Per consentire lo svolgimento in sicurezza degli eventi, dalle prime ore del mattino e’ scattato il piano sicurezza, predisposto dalla Questura e dalla Prefettura che hanno messo in campo le misure già adottate in altre occasioni lo scorso anno, mentre e’ stata istituita una disciplina di traffico con divieti di transito ad ampio raggio nell’area circostante via della Conciliazione e piazza San Pietro, oltre a divieti di sosta nelle zone interessate.Le operazioni per la sicurezza sono coordinate dalla Sala Grandi Eventi della Questura di Roma dal Questore Roberto Massucci. Accanto a lui il capo di Gabinetto Giampaolo Monastra e la portavoce Elisabetta Accardo.


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6 gennaio 2026 ( modifica il 6 gennaio 2026 | 11:46)