di
Giuseppe Guastella
Il 19 dicembre scorso era stato presentato un progetto per l’ampliamento della veranda antistante l’ingresso, che è stata la trappola finale per i ragazzi in fuga. Due ex dipendenti: «Porta di sicurezza chiusa a chiave»
Se arranchi a pagare 40 mila franchi (più di 43 mila euro) al mese di affitto e nel tuo locale vengono quasi esclusivamente ragazzi poco più che adolescenti, o alzi i prezzi, oppure aumenti la capienza del bar e attiri più clienti. Questa strategia i titolari de Le Constellation l’avevano adottata già dieci anni fa superando, non si sa come, i controlli annuali sulla sicurezza antincendio (IN QUESTO ARTICOLO GLI AGGIORNAMENTI: carenze nei controlli tra il 2020 e il 2025) e l’avrebbero riapplicata ampliando ancora di più il locale del rogo che a Capodanno è costato la vita a 40 persone.
Il 19 dicembre scorso, J.B., proprietario de Le Constellation gestito dai coniugi francesi Jacques e Jessica Moretti, ha presentato al Comune il progetto per l’ampliamento della veranda antistante l’ingresso, che si è rivelata la trappola finale per i giovani che all’1.30 fuggivano disperatamente dalle fiamme e non riuscivano a sfondarne le vetrate di plastica. La tv svizzera Rts ha trovato il progetto che prevede un aumento della superficie da 44 a 74 metri quadrati circa e la rimozione di un’uscita laterale. Nella pianta si vede che l’entrata al bar del pianterreno è di un metro e mezzo appena, troppo stretta per non ostacolare la fuga delle 300-400 persone in panico che cercavano di salvarsi. In più si apre verso l’interno e non l’esterno, come impongono le norme.
Gli inquirenti, però, indagano sulla realtà di un locale in cui almeno un centinaio di ragazzi erano stipati nel piano interrato, dove le fiamme sono state appiccate al rivestimento acustico del soffitto in spugna sintetica dalle fontane di scintille infilate nei colli delle bottiglie di champagne. Sembra che venissero accese quando si stappava un’etichetta costosa, uno status symbol da esibire in processione. Una testimone ha detto ai media che già nel Capodanno 2020 un barman avvisava di fare attenzione alla spugna con quelle bottiglie.
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Due ex dipendenti del «Constel», una donna e un uomo, all’emittente elvetica Bfm hanno rivelato che nel 2023 l’unica uscita di sicurezza dell’interrato era seminascosta dentro un’area per fumatori e veniva chiusa a chiave per impedire ai ragazzi di entrare senza controllo ed uscire senza pagare, e dopo la tragedia un soccorritore ha detto che per aprirla l’ha dovuta forzare. La sola uscita restava la scala che portava al piano superiore. Ripida ed angusta, ha bloccato la fuga di molte vittime.
Le Constellation era un locale tradizionalmente frequentato da giovanissimi da quando era una sala giochi prima della ristrutturazione del 2015. La sera del rogo, come purtroppo dimostra l’elenco delle vittime, era pieno di teenager, anche quelli sotto i 16 anni che,secondo le leggi svizzere, non sarebbero potuti entrare senza un adulto. Dicono si chiudesse un occhio, pure quando si trattava di servire alcolici a tutti, anche se le leggi dicono che solo dai 16 a 18 anni si possono avere solo birra e vino. I gestori «in Italia sarebbero arrestati», commenta l’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado da Crans-Montana.
Jacques Moretti circa 20 anni fa ha avuto problemi con la giustizia per sfruttamento della prostituzione e sequestro di persona. Le indagini della Procura cantonale dovranno chiarire le eventuali responsabilità anche di chi ha fatto le verifiche sulla sicurezza nel «Costel» per conto del Comune. «In dieci anni abbiamo avuto tre controlli», ha detto Moretti, solo che le verifiche dovrebbero essere annuali. «Non c’è stata nessuna negligenza nei controlli», si è affrettato a dichiarare Nicolas Féraud, presidente del consiglio comunale. E lunedì sera è arrivata la notizia che lo stesso Comune ha revocato ai coniugi Moretti la licenza di un altro locale, il ristorante «Le Petit Maison» che, «per garantire la sicurezza pubblica, è stato immediatamente chiuso».
In Svizzera si diffonde la preoccupazione dopo la strage. È stata subito sospesa un’iniziativa che prevedeva l’allentamento delle norme antincendio, la città di Losanna farà un inventario dei rischi in 600 locali pubblici mentre alcuni politici chiedono di verificare le misure di sicurezza antincendio nei principali centri di sport invernali.
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6 gennaio 2026 ( modifica il 6 gennaio 2026 | 11:12)
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