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Simone Canettieri e redazione online

Dichiarazione congiunta sottoscritta anche da Meloni: «La sicurezza dell’area è essenziale, va perseguita assieme agli Stati Uniti»

«La sicurezza dell’Artico rimane una priorità chiave per l’Europa ed è un punto critico per la sicurezza internazionale e transatlantica» e «l’integrità territoriale e i confini di Danimarca e Groenlandia sono principi inviolabili»: il gruppo dei «Volenterosi» a cui si uniscono altri capi di governo a partire da Giorgia Meloni hanno diffuso una dichiarazione unitaria in merito alla crisi della Groenlandia, sotto minaccia di annessione da parte di Trump.  

Ecco la risposta dell’Europa a Trump sulla Groenlandia, tanto attesa e in gestazione da un giorno. Arriva mentre Giorgia Meloni è in volo verso Parigi, gli altri leader europei stanno entrando all’Eliseo a due ore dall’inizio del vertice dei Volenterosi sull’Ucraina. E’ sottoscritta dai sette capi di stato e di governo. Prende le distanze da Donald Trump dopo l’offensiva del presidente Usa sulla Groenlandia senza creare, almeno al momento, un incidente diplomatico con la Casa Bianca. Il senso del documento è: «Sta alla Danimarca e alla Groenlandia, e a loro soltanto, decidere di questioni che riguardano la Danimarca e la Groenlandia».




















































Insomma: Macron (Francia), Merz (Germania) Meloni (Italia) Tusk (Polonia), Sanchez (Spagna), Starmer (Regno Unito) e da ultima, non certo per importanza, Frederiksen (Danimarca) ribadiscono che «la sovranità, l’integrità territoriale e l’inviolabilità dei confini sono principali universali che smetteremo di difendere». Quanto all’America la nota specifica che si tratta di un partner «essenziale in questo quadrante» e che «la sicurezza dell’Artico deve essere raggiunta insieme agli Stati Uniti con i partner della Nato».

La nota è stata oggetto di una trattativa che ha coinvolto l’Italia fin da ieri pomeriggio. L’input sarebbe arrivato da Francia, Germania e Regno Unito. Dopo un vorticoso contatto fra i leader e i rispettivi uffici diplomatici è partita la trattativa, riga per riga, parola per parola per arrivare al documento. A nessuno sfugge che la firma di Meloni, considerata la leader più vicina a Trump in Europa, abbia un peso notevole. Ecco perché ieri la premier ha tenuto a limare tutti i dettagli del documento per evitare qualsiasi incidente con gli Usa.

6 gennaio 2026 ( modifica il 6 gennaio 2026 | 13:10)