L’evoluzione dell’automobile è passata attraverso innovazioni importanti come Abs, cinture di sicurezza, airbag, ma ci sono soluzioni – molte legate alla verniciatura – che forse troveremo nelle auto del futuro
In futuro si potrà abbinare il colore della propria Porsche ai vestiti
Due novità dalla Germania hanno nuovamente acceso i riflettori sulle innovazioni tecnologiche che le Case automobilistiche hanno in serbo per il futuro. Certo, i maggiori investimenti sono riservati alle batterie, con quelle allo stato solido destinate a rivoluzionare il mercato e nuovi software e piattaforme che permettono di ridurre drasticamente il tempo di ricarica, ma ci sono anche soluzioni pensate per l’ambiente e la sostenibilità, con le vernici grandi protagoniste.. Nella complessità che caratterizza i veicoli c’è infatti spazio per applicazioni curiose, non necessariamente utili, ma che possono valorizzare l’estetica o automatizzare gesti e procedure. Ne abbiamo selezionato alcune.
La vernice digitale che cambia colore con un clic
BMW ad esempio ha sviluppato un inchiostro digitale (E-ink), ovvero una pellicola speciale che ricopre la carrozzeria, nella quale sono «affogati» milioni di microcapsule che contengono un fluido trasparente con pigmenti caricati elettricamente. Durante la dimostrazione al CES del 2023 l’auto era passata dal bianco al nero ma nei piani di BMW c’è di arrivare a 32 tonalità per la livrea e non limitarsi ad un colore uniforme, ovvero introducendo anche motivi a strisce o a scacchiera. Inizialmente prevista per il 2025, sembra che bisognerà attendere almeno fino al 2027 per la sua introduzione.

La vernice che mantiene l’auto fresca
Dal Giappone arriva invece una soluzione che pensa all’ambiente e riguarda sempre la vernice che ricopre la carrozzeria. E’ ancora in fase di sviluppo e non è stata indicata una data per la sua effettiva applicazione, ma Nissan ha annunciato una vernice rivoluzionaria che promette di respingere il calore dalla carrozzeria ed abbassare la temperatura dell’abitacolo. I test, fatti su dei veicoli di servizio dell’aeroporto di Haneda a Tokyo, esposti al calore dell’asfalto in mezzo ai piazzali delle piste d’atterraggio, hanno visto una riduzione di 12 gradi della temperatura della carrozzeria e di 5 dell’abitacolo, un risultato eccezionale.

La vernice camaleonte
Una delle ultime proposte – ancora in tema di vernice – viene da Porsche e, sotto certi aspetti, ricorda ciò che ha fatto BMW, ma con una tecnologia diversa. Da un lato sfrutta le lacche paramagnetiche che cambiano colore con la tensione elettrica ma l’intuizione è utilizzare la telecamera esterna dell’auto per catturare un’immagine, selezionare dallo schermo touch l’area che contiene il colore che si desidera ricreare e il computer determinerà il valore cromatico di quella parte dell’immagine trasmettendolo al controller della vernice dell’auto. Ma non solo: si potrebbe anche utilizzare una telecamera interna, che consentirebbe di adattare l’auto ai propri abiti, spingendo la personalizzazione verso l’estremo e facendo risparmiare i propri clienti. Per la Sonderwunsch Paint To Sample Plus – verniciatura su campione – ci vogliono infatti 30.000 euro.

La vernice che ricarica le batterie
Si potrebbe pensare che la vernice sia un po’ una fissazione delle Case automobilistiche, visto che anche Mercedes sta lavorando ad un progetto che riguarda il colore. Lo scopo però non è estetico ma molto più ambizioso ovvero energetico: per realizzare il sogno di un’auto elettrica ad energia solare senza ingombranti ed inefficienti pannelli, gli scienziati tedeschi stanno lavorando ad un progetto rivoluzionario. Uno strato di vernice spesso non più di 5 micrometri (più sottile di un capello umano) capace di catturare l’energia solare e garantire – nel caso di un SUV di medie dimensioni in zone assolate – addirittura fino a 20.000 km all’anno completamente gratuiti.

La vernice che si ripara da sola
Hyundai sta lavorando ad un rivestimento a base di poliuretano che forma un sottile strato di pellicola che ricopre la vernice dell’auto. La maggior parte dei rivestimenti in poliuretano per automobili sono progettati per essere duri e rigidi, ma il brevetto coreano è volutamente flessibile e quasi fluido, cosa che gli consente di “scorrere” in risposta alle forze esterne. La vernice quindi si deforma leggermente quando viene graffiata, ma poi torna alla sua posizione originale: secondo gli ingegneri la tecnologia sarà efficace all’80% nel riparare le imperfezioni della verniciatura.

Aprire e mettere in moto con l’imposizione delle mani
Ancora Mercedes ha da poco depositato un brevetto per un sistema che dovrebbe usare il palmo della mano per sbloccare e avviare l’auto, senza chiave. I sistemi biometrici stanno diventando sempre più comuni e Hyundai, ad esempio, offre un lettore di impronte digitali per sbloccare e avviare alcuni dei suoi veicoli mentre Genesis punta su una soluzione più sofisticata e utilizza il riconoscimento facciale. Mercedes invece sta pensando ad una telecamera a infrarossi dotata di un software che ricerca le linee del palmo della mano che, come ben sappiamo, sono uniche da persona a persona. Il sistema consuma meno energia rispetto a quelli della concorrenza anche perché si accende solo quando rileva una persona, misurando i cambiamenti nell’elettricità statica che circonda l’auto. Un dettaglio non irrilevante, che impedirà ad un potenziale ladro di aprire l’auto con il cadavere del proprietario è che le persone morte non hanno carica statica.

6 gennaio 2026 ( modifica il 6 gennaio 2026 | 10:21)
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