Emilija Škarnulytė, Riparia 2023, Tate St Ives. Foto: Tate (Sonal Bakrania)
Emilija Škarnulytė, Riparia 2023, Tate St Ives. Foto: Tate (Sonal Bakrania)
Corpi in primo piano, memorie che riafforano e visioni che interrogano il futuro, le mostre da vedere a gennaio 2026 sono un composit di generi tra arte contemporanea, fotografia, architettura e moda. Un panorama ampio e stratificato, che mette in dialogo grandi istituzioni internazionali e luoghi storici, proponendo l’arte come strumento critico, esperienza immersiva e processo collettivo.
CORPI, IDENTITÀ e LINGUAGGI FEMMINISTI
Il corpo diventa gesto, segno, campo di battaglia e di desiderio. A Milano, Body Sign alla galleria Thaddaeus Ropac mette in dialogo Valie Export e Ketty La Rocca in un confronto radicale sul linguaggio e sul potere. Si prosegue a Firenze con la retrospettiva di Helen Chadwick che esplora piacere, corpo e materia come territori politici. Tra bellezza e repulsione, l’opera di Chadwick continua a interrogare desiderio e identità. Francesco Vezzoli, invece, a Brescia, torna alle origini della propria mitologia personale, trasformando glamour e autoritratto in un palcoscenico critico sull’invenzione del sé.
TRA COMUNITÀ E MEMORIA
L’arte come spazio condiviso e racconto corale. A Cavalese, Marinella Senatore costruisce una mostra nata dall’incontro con la comunità locale, mentre al Museo Madre di Napoli Gli Anni. Capitolo 2 rilegge decenni di storia artistica come deposito di memorie collettive. A Reggio Emilia, alla Collezione Maramotti, Małgorzata Mirga-Tas intreccia storie rom e sinte in un universo tessile che unisce quotidiano e cosmico, riscrivendo l’immaginario identitario.
IMMAGINI DAL MONDO: POLAROID E ARCHIVI
Dal gesto ossessivo alla grande narrazione storica. Se a Parigi, Nobuyoshi Araki trasforma la polaroid in diario visivo ossessivo e intimo, dando vita ad un ambiente saturo dove eros, autobiografia e tempo si fondono in un flusso senza gerarchie, al Forte di Bard ottant’anni di Stati Uniti sono raccontati attraverso l’archivio di Magnum Photos dove la fotografia diventa strumento di interrogazione continua sul presente.
UTOPIE E FUTURI POSSIBILI
Tra scienza, fantascienza e archeologie del domani. A Milano, Hito Steyerl costruisce, all’Osservatorio di Fondazione Prada, un’installazione totale che mette in corto circuito tecnologia, clima e immaginazione. Spostandosi in Cornovaglia, alla Tate St.Ives, Emilija Škarnulytė guida lo spettatore in paesaggi sommersi dove mito ed ecologia si fondono. L’itinerario fa tappa anche a New York, dove il MoMA rilegge l’utopia abitativa della Nakagin Capsule Tower come manifesto visionario ancora attuale.
MATERIA E TRASFORMAZIONE, TRA DESIGN E MODA
Infine, il progetto come forma fluida. Ad Albissola Marina, Koen Taselaar reinventa ceramica e architettura dialogando con lo spirito libero di Casa Museo Jorn mentre a Londra, Dirty Looks porta in scena il lato “sporco” e seducente della moda, dove fango, ruggine e usura diventano nuovi codici di bellezza e desiderio.
Di seguito, le mostre da vedere a gennaio 2026 in dettaglio.
La selezione delle mostre di dicembre è qui.