Firenze, 6 gennaio 2026 – Tredici mesi e spiccioli dopo Edoardo Bove è pronto a tornare in campo. L’attesa è agli sgoccioli per il centrocampista romano, figlio di Roma e della Roma, ma adottato anche da Firenze e i tifosi viola. Bastarono pochi mesi, quelli finali del 2024, per farlo entrare nel cuore della gente. Palladino gli ritagliò un ruolo di equilibratore delle due fasi, fondamentale per il filotto di vittorie che mise insieme quella Fiorentina. Quel 1 dicembre nessuno se lo è dimenticato, con il malore che lo sorprese nei primi minuti di Fiorentina-Inter. La corsa in ospedale, il salvataggio da parte dei medici e i tanti mesi per un recupero ormai completato.

Edoardo Bove, 22 anni, è pronto a tornare in campo
La grande paura, poi il defibrillatore
Ma Edoardo per essere dimesso da Careggi dovette accettare l’impianto di un defibrillatore sottocutaneo. Intervento tutto sommato di routine, svolto di prima mattina il 10 dicembre del 2024. Un salvavita, qualora dovesse ripresentarsi all’improvviso la problematica che fece spaventare tutti nel corso di quella serata. Bove lo ha saputo fin da subito cosa avrebbe significato quell’intervento. Addio alla Serie A e alla Nazionale. Le regole parlano chiaro e attualmente non c’è niente di avanzato per cambiarle. Con un defibrillatore sottocutaneo in Italia non si può giocare. All’estero sì, i casi analoghi furono raccontati anche all’epoca, basti pensare a Eriksen. Che quando subì il malore in nazionale era di proprietà dell’Inter. La rescissione fu quasi automatica, da svincolato firmò con il Brentford, poi con il Manchester United e adesso gioca nel Wolfsburg in Germania.
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All’estero si può giocare, in Italia no
Perché all’estero si può giocare con un defibrillatore sotto pelle (ICD). Da qui la notizia delle ultime ore. Edoardo Bove sta trattando la rescissione del contratto con la Roma – alla Fiorentina era in prestito, senza quell’episodio sarebbe di certo stato riscattato – e poi firmerà da svincolato per una nuova società. Non avrà l’obbligo di farlo entro la finestra del 2 febbraio, potrà accordarsi con qualcuno pure più avanti. Anche in top campionati d’Europa, come la Premier League (diversi club si sono interessati e alla fine dovrebbe andare a giocare proprio in Inghilterra) e Bundesliga.
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Gli allenamenti personalizzati
Nel corso dei mesi ha continuato ad allenarsi con un preparatore personale. Sotto stretto controllo medico. E’ andato tutto bene, ha reagito come doveva anche sotto sforzo, e anche nelle occasioni pubbliche non ha mai nascosto di voler tornare a giocare a calcio. Per riprendere definitivamente in mano la propria vita e chiudere una parentesi dolorosa lunga tredici mesi.
Alessandro Latini