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Davide Stoppini, inviato a Lecce

La Roma batte il Lecce 2-0 al Via del Mare e sale a quota 36 in classifica. Gasperini diventa il sesto allenatore di sempre a toccare quota 1000 punti

Dunque: i centravanti. Ferguson più Dovbyk, come la neve a Ferragosto o il mare il giorno dell’Epifania: la Roma si tira fuori dalla crisi — perché crisi era almeno nei risultati, quattro sconfitte nelle ultime sei partitevincendo a Lecce con i gol dei suoi due uomini più discussi. Quelli che la vulgata giudica come impresentabili ad alti livelli. Quelli di un attacco dai numeri che in casa giallorossa non si vedevano da quando c’erano ancora i due punti per vittoria, stagione 1993-94. 

Di un reparto che allenatore e società, pur con punti di vista assai differenti, stanno provando a rinforzare ricorrendo al mercato (leggi Raspadori e Zirkzee, affari che pure si stanno complicando). Ma intanto, eccoli qui. Ferguson ci mette 14 minuti per indirizzare la partita con un bel movimento e una conclusione col destro che scombina i piani del Lecce e rasserena le scelte di Gasperini: l’irlandese è al quinto gol in 45 giorni, tra campionato e coppe. È un abbrivio interessante. E certo, i gol si pesano e non si contano solamente. Si tarano sugli avversari. Ma Ferguson in serie A può starci, ben oltre le critiche.



















































Il raddoppio, poco oltre la metà del secondo tempo, è stato merito di Dovbyk, sveltissimo nel deviare sotto porta un tiro cross di Pisilli. Sono tre punti pesanti, per Gasperini, che diventa il sesto allenatore di sempre a toccare quota 1000 punti in serie A, dopo Trapattoni, Rocco, Liedholm, Allegri e Spalletti. Così si tiene il quarto posto e chiude il girone d’andata a quota 36, in linea con l’ambito traguardo Champions

Ma pesa ancor di più, questa vittoria, pensando a come la Roma si è avvicinata alla partita: solo 14 giocatori di movimento disponibili, esclusi i Primavera. Così Gasp ha rispolverato El Shaarawy tuttafascia a sinistra, «alzato» Cristante nella posizione di trequartista — mossa che è rivelata decisiva, l’azzurro è stato il migliore in campo — e in qualche modo liberato Dybala da compiti di copertura. Proprio l’argentino ha innescato con un tocco pregiato il vantaggio di Ferguson, all’inizio di un primo tempo dominato e controllato in tutto e per tutto dalla Roma, col solo difetto di non aver concretizzato il doppio vantaggio.

Per il Lecce, senza lo squalificato Di Francesco in panchina, è stata una sofferenza continua: Ramadani oscurato da Cristante, gli esterni di attacco Banda e Sottil nulli, Camarda limitato al solo gioco di sponda. Poi, certo, pur dentro una partita quasi a senso unico ci sono i treni che passano. Treno avviato da un pallone perso in maniera superficiale da Koné e che N’dri ha servito a centro area a Pierotti, davvero goffo nel calciare sul fondo e mandare all’aria la chance del pareggio. Tutto qui, il Lecce: ancora +5 sulla terzultima che è la Fiorentina, ma certo segnali non positivi in ottica salvezza. Segnali che Gasp, oltre che dal campo, vorrebbe ricevere dalla società sul mercato, secondo il tecnico (in contrasto ormai aperto col direttore sportivo Ricky Massara) in chiaro ritardo sui rinforzi. E allora ha fatto molto rumore la scelta dell’allenatore della Roma di non parlare dopo la partita: un dribbling per aggirare il tema rinforzi, ma la pezza forse è stata peggiore del buco.

6 gennaio 2026 ( modifica il 6 gennaio 2026 | 21:41)